La Consulta delle associazioni di Calusco interviene dopo le polemiche che si sono scatenate sui social in merito alla realizzazione del “salame di cioccolato” più lungo del mondo. A farlo, con un comunicato stampa, il presidente Antonio Maggioni e il direttivo.

Polemiche sul… salame di cioccolato

“Era intenzione da parte della Consulta delle associazioni di Calusco non dare seguito ad un post dai contenuti un po’ polemici apparsi su Facebook relativamente al fatto che non c’era l’intenzione di aderire alla proposta di collaborare alla realizzazione del “salame” avanzata dal Andrea Gaspari. La Consulta e le Associazioni di Calusco hanno di fatto altro a cui pensare che occupare il proprio tempo a dar sfogo a sterili polemiche.
Quando la polemica prosegue e ci aspettiamo venga estesa ai periodici locali, lasciando trasparire un’immagine della Consulta, dei volontari e dei bergamaschi non proprio edificante, ci sentiamo allora in dovere di intervenire.
Serve innanzitutto ricordare un piccolo particolare: le associazioni di Calusco (così come il mondo associativo in genere) sono formate da volontari che dedicano parte del loro tempo libero, ovvero quando sono liberi dagli impegni di lavoro e di famiglia, alle associazioni di appartenenza che volontariamente si impegnano nelle varie attività in cui operano, siano esse di carattere sportivo, culturale, aggregativo o di sostegno alle fragilità.
Ogni volontario dedica alla propria associazione il tempo che riesce a dedicare ad essa, mantenendo sempre fede agli impegni assunti senza mai lasciare nulla al caso.
Veniamo ora ai fatti”.

La Consulta fa chiarezza sull’accaduto

“Mi viene anticipato da un rappresentante dell’Amministrazione del Comune di Calusco la richiesta di supporto per la realizzazione del salame di cioccolato che Gaspari propone, lasciando intendere che verrebbero richiesti dei tavoli in legno, materiale disponibile e di proprietà della Consulta. Fin qui nessun problema, se solo la richiesta si fosse limitata in questi termini. Invece già dal primo colloquio con Gaspari si evince che non si tratta di una semplice richiesta di materiale, ma di gestire tutta l’organizzazione per la realizzazione dell’evento dalla parte caluschese: dal montaggio e successivo smontaggio di un tavolo lungo 133 metri, l’accoglienza delle persone con le parti del salame di cioccolato e tutto quanto necessario per la gestione. Compresa da subito l’entità dell’impegno e l’esiguo tempo disponibile, comunico che devo prima consultarmi con il Consiglio Direttivo della Consulta, oltre che interpellare il Comitato di Calusco del Ponte S. Michele, che rappresenta l’organo più autorevole su un argomento molto delicato ed importante quale è la chiusura del ponte, almeno per la parte bergamasca”.

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Problematiche pratiche e morali

“Si prospettano da subito due problematiche, una di carattere pratico e organizzativo ed una morale. L’aspetto pratico ci porta a decidere che non possiamo supportare nelle modalità richieste l’iniziativa da Gaspari. Decisione presa in modo unanime dal Consiglio Direttivo della Consulta. Proponiamo di limitarci alla eventuale fornitura gratuita di tavoli e materiale a nostra disposizione, ma senza esserne promotori o referenti. A mio e nostro avviso deve essere una decisione da accettare con rispetto senza se e senza ma, come ogni decisione democraticamente presa. Invece ci troviamo post denigratori nei nostri confronti. Ci teniamo a sottolineare che dobbiamo sentirci liberi di decidere cosa si può e cosa non si può fare, senza essere ripresi o colpevolizzati da chicchessia. Inoltre Gaspari deve sapere che qualsiasi proposta o iniziativa, prima di essere pubblicizzata deve essere ben organizzata e colui che l’organizza deve prima capire fin dove può spingersi con le proprie forze e non sperare nell’ipotetico intervento di altri per sopperire ciò che non riesce a fare, altrimenti non se ne fa nulla”.

“Non c’è nulla da festeggiare”

“Gaspari allude al “proverbiale spirito di collaborazione dei bergamaschi”, andando oltre l’inutile campanilismo, bisogna ricordare che lo spirito organizzativo necessario per gestire un evento dovrebbe essere internazionale, aspettarsi una collaborazione prima di averla chiesta si chiama affidarsi alla provvidenza. L’aspetto morale è più complesso. Complessa è la situazione che la chiusura del ponte ha comportato. La posizione di chi non vede nulla da festeggiare deve essere rispettata, non banalizzata e presa in debita considerazione. La Consulta rappresenta e unisce numerose associazioni di Calusco e il gruppo che si occupa delle problematiche della chiusura del ponte si è detto non favorevole a questo evento. La deduzione di questo sillogismo è semplice: chi si occupa del ponte non ritiene sia un’iniziativa opportuna, quindi chi rappresenta le associazioni non può che essere concorde e rispettoso di questa decisione. Individui singoli che si intestardiscono senza essere rappresentati da nessuno dovrebbero semplicemente accettare la cosa come un dato di fatto. Così come la Consulta delle Associazioni non appoggia l’iniziativa, ma non la ostacola, Gaspari deve rispettare le posizioni altrui evitando post ed articoli dal contenuto discutibile”.