I volontari di Ri-circolo raccontano come è nata l’idea di recuperare oggetti altrimenti destinati alla discarica.

Ri-circolo e il mercatino dell’usato

Donare e condividere è molto più soddisfacente che gettare via: è questa la filosofia alla base di Ri-circolo. E’ questo il nome che si è dato il gruppo di volontari che ogni sabato mattina allestisce  a Paderno d’Adda un mercatino dell’usato dove chiunque può trovare merci a costo zero, regalando così una seconda vita ad oggetti di qualunque genere. Il sodalizio ha festeggiato il suo primo compleanno il 13 marzo con un banchetto in piazza Vittoria.

L’idea nata da una scommessa

«Questa idea è nata come una scommessa tra un gruppo di amici che volevano realizzare qualcosa di semplice e concreto pensando all’ambiente – hanno raccontato Marina Bozzetti ed Emanuela Casiraghi – ma anche con l’obiettivo di creare una rete di rapporti sociali». «Abitiamo in un paese piccolo, dove però non ci sono molte occasioni per incontrarsi. Per questo motivo, abbiamo pensato di dar vita a questo spazio in cui chiunque può trovare oggetti utili e, se vuole, scambiare quattro chiacchiere in amicizia con noi volontari».

Il mercatino allestito ogni sabato mattina

Partendo da zero, l’iniziativa di Ri-circolo è riuscita a crescere di settimana in settimana, fino a crearsi una vera e propria “clientela”. Una vera e propria «scommessa vinta – ha continuato la Casiraghi – perché il riscontro che abbiamo avuto è stato davvero entusiasmante. Siamo infatti partiti con sei volontari, ma di volta in volta si sono aggregate molte facce nuove con tanta voglia di fare. Nonostante questo, però, siamo sempre alla ricerca di gente che voglia unirsi a noi».

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Da cosa nasce cosa…

L’obiettivo finale è ricreare una vera e propria rete di relazioni e di amicizie: «E’ questo lo scopo che ci siamo prefissati – ha aggiunto Bozzetti – Dal nostro mercatino, infatti, sono nate anche altre iniziative che stiamo ancora sviluppando e che sono un mezzo per creare legami. Ad esempio, abbiamo un gruppo Whatsapp che funge da vetrina virtuale in cui mettere a disposizione oggetti troppo ingombranti per essere portati al Ri-circolo. Il gruppo, dunque, si è presto trasformato in uno spazio dove vengono coltivate amicizie, prima virtuali e poi reali». Le volontarie hanno infine descritto il mercatino dell’usato come un luogo in cui spesso vengono donati oggetti che hanno un valore affettivo per i proprietari e che trovano una seconda vita nelle mani di qualcun altro: «Una sorta di passaggio di consegne – ha concluso Casiraghi – Io stessa avevo oggetti che appartenevano ai miei genitori dai quali non volevo separarmi, ma che nelle mani di un nuovo proprietario hanno potuto ritornare utili».