Retesalute si spacca sull’approvazione del piano di rilancio aziendale. Bagarre ieri sera durante l’assemblea dei soci convocata a Merate.

Retesalute, la resa dei conti a lungo attesa

Notte dei lunghi coltelli ieri sera durante l’assemblea di Retesalute. Nonostante le reiterate attestazioni di stima manifestate nei confronti dell’operato del Cda e del direttore generale Simona Milani, le accuse e le stilettate sono volate lunedì sera da una parte all’altra dell’assemblea trasformando la seduta, che avrebbe dovuto approvare le linee di indirizzo del piano di rilancio dell’azienda, in una bagarre che lo stesso Andrea Massironi ha faticato non poco a gestire.

La spaccatura dell’assemblea

A guidare la rivolta, la cordata di comuni (Airuno, Calco, La Valletta Brianza, Missaglia, Osnago, Paderno, Robbiate, Sirtori e Viganò) capeggiata dal sindaco di Osnago Paolo Brivio. Il quale ha presentato a sorpresa una «proposta di integrazione» al piano di ampliamento, poi riformulata in una successiva controproposta sottoposta al voto dell’assemblea. Risultato: 433 a favore, 432 contrari e l’assemblea dei soci spaccata in due come una mela.

L’affondo di Salvioni

Ad offrire l’assist a Salvioni  per prendere le distanze dai colleghi è stato il sindaco di Sirtori, nonché presidente dell’assemblea dei sindaci del Casatese, Davide Maggioni. “Mi fa strano, che questo piano di rilancio aziendale che ci è stato inviato, non sia stato però votato dal Cda stesso”, ha detto.  “Il documento non è stato votato”, ha subito rilanciato Salvioni. “In sei anni mai un documento è stato votato dal Cda con alzata di mano” ha fatto notare una sbalordita Milani. “Questo piano era all’ordine del giorno – ha dichiarato Zanmarchi – è stato licenziato senza opposizioni dal Cda e non si sono alzate le mani come non si è mai fatto prima del resto”. “Il Cda lo sa bene che su alcuni punti non ero d’accordo”, ha rincarato la dose Salvioni”  Al che il sindaco di Olgiate Gianni Bernocco è sbottato: “Scusate, sarà che io arrivo da un altro mondo, ma certe cose mi sembrano incredibili. Qui stiamo parlando dei servizi sociali, c’è un Cda che presenta un documento e il presidente del Cda che dice di non essere d’accordo e noi ci passiamo sopra come se niente fosse?”.

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La spaccatura nel Cda

“A un’assemblea spaccata, un Cda spaccato ha l’obbligo di presentarsi con trasparenza e realismo ai soci”, si è arreso Zanmarchi. “Chiedo quindi formalmente al presidente di indire un Cda urgente per un chiarimento profondo e totale al nostro interno che ci consenta di darvi le risposte cui avete diritto.  Dopo il chiarimento, saprete se dovrete eleggere un nuovo Cda o meno”.