Il caso Retesalute è destinato a provocare reazioni. La prima, almeno in forma ufficiale, è durissima e viene dal gruppo di maggioranza di Merate. Che attacca con un comunicato la frangia dei sindaci di centro-sinistra che nella serata di lunedì scorso ha fatto saltare il banco, spaccando l’assemblea e palesando un’ulteriore frattura nel CdA dell’azienda speciale.

Retesalute, la posizione della maggioranza di Merate

“Siamo stati cattivi profeti – si legge nel comunicato diffuso pochi minuti fa dal capogruppo Alfredo Casaletto – Lo avevamo sostenuto nell’ultimo consiglio comunale di Merate, quando, a proposito della fusione di Idrolario in LRH, avevamo evidenziato il rischio di un’implosione del progetto di allargamento territoriale di Retesalute, proprio come accaduto nella vicenda Ecosystem Gas fusa per incorporazione in Acel Service S.p.A. ben dieci anni fa. A farne le spese, come sempre, il meratese e il casatese”. La maggioranza di Merate punta il dito contro la frangia di sindaci che ha determinato la frattura. “A destare preoccupazione, da ciò che si apprende dalla stampa, è la disinvoltura con la quale alcuni sindaci di centro sinistra dell’area territoriale maggiormente interessata alle sorti di Retesalute hanno tecnicamente eseguito l’affossamento. E’ triste constatare che per futili motivi si possa mettere a rischio il futuro di Retesalute, azienda che eroga servizi di qualità alle fasce deboli della nostra società. Probabilmente, l’unica spiegazione plausibile potrebbe essere che alcuni sindaci in buona fede hanno ritenuto che l’emendamento proposto fosse una mediazione ragionevole non tenendo in debito conto che, di fatto, un simile atto ha bocciato la proposta di rilancio e ampliamento aziendale proposto dal CDA. D’altro canto, è confortante che altri sindaci di centro sinistra, a cui sta più a cuore il benessere dei propri cittadini rispetto alle logiche di appartenenza, si siano schierati con i Sindaci di Merate e di Casatenovo votando contro un emendamento pretestuoso e dilatorio”.

Un modello vincente, ora a rischio chiusura

“L’azienda speciale Retesalute, nata dalla lungimiranza di amministratori, come Marco Panzeri e Dario Perego, che facendo tesoro dell’esperienza e della vocazione territoriale al sostegno delle fragilità hanno avvertito la necessità di organizzare, sotto il profilo della programmazione e della gestione, i servizi sociali a tutela delle fasce deboli, fiore all’occhiello del territorio meratese-casatese, esempio virtuoso e ispiratore della recente riforma sociosanitaria regionale, è dunque implosa sotto i violenti colpi di scure recate da mani per nulla sagge e avvinte unicamente dalla tracotanza del pregiudizio” hanno affermato nuovamente i consiglieri della maggioranza di Merate.

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Quale alternativa?

Il gruppo “Più Merate” continua quindi la sua analisi allargando lo sguardo. E provando a individuare una soluzione alternativa. “Quale alternativa a questi punti? A nostro giudizio nessuna. Retesalute ha il dovere di guardare al futuro e di ampliarsi inglobando anche i comuni che hanno espresso intenzione di entrare nell’azienda speciale, ovvero quelli dell’Oggionese e del Caratese.
Un monito, infine, anche a chi teorizza una maggiore attenzione e sinergia tra il Meratese e il Casatese: negli ultimi due anni, il dialogo tra i comuni di Merate e Casatenovo, scevro dal preconcetto e ispirato unicamente a forme e figure di politica nuova incentrate su di una maggiore attenzione ai bisogni e ai servizi dei due territori, hanno costituito un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale che merita di essere ripetuto anche per altri settori che occupano la vita politica e amministrativa delle nostre comunità. La strada è lunga ma siamo consapevoli che sia l’unica percorribile, perché se il pessimismo potrebbe essere largamente giustificato, tuttavia, l’ottimismo è sempre doveroso”.