Giovedì 21 febbraio alle ore 20.45 si parlerà di “Ragazzi Hikikomori” a Pontida. L’Associazione “Di passo in passo”, in collaborazione con “Il Conventino” di Bergamo organizzano una serata di testimonianza e prevenzione.

Ragazzi Hikikomori, il dramma

La sindrome dei ragazzi Hikikomori è tutt’altro che un fenomeno isolato. Sempre più ragazzi amano passare tempo da soli reclusi in casa. Lasciano scuola, interessi, amici, vivono in simbiosi con il computer, console o lo smartphone invertendo il ritmo sonno veglia, vivendo più di notte e dormendo di giorno. Una situazione che da tempo sta allarmando psicologi e sociologi del mondo occidentale.

Il tema sarà affrontato da specialisti giovedì 21 febbraio alle 20.45 presso l’Associazione «Di passo in passo» in via S. Pio X 84 – con la collaborazione de «Il Conventino» di Bergamo. Una serata di approfondimento in merito al tema dei ragazzi Hikikomori, ossia quella parte di gioventù che tende ad isolarsi dalla società per vivere una vita parallela di tipo virtuale.

Leggi anche:  Raduno di Pontida, Nogara: "Ci riprenderemo la nostra libertà" FOTO

«In Giappone – da dove il fenomeno è partito sul finire degli anni Ottanta – si contano ad oggi circa un milione di casi, ma in Italia sono già centomila i ragazzi che di autoescludono dalla società» spiega il dottor Gianfrancesco Gervasoni. «Sono ragazzi, che decidono di isolarsi dalla società rinchiudendosi in un esilio volontario nella propria camera, abbandonando scuola, sport e amici» continua Gervasoni. Hikikomori è una parola giapponese che si traduce in «auto-reclusi» o «ritirati. Ragazzi quindi che dipendenti dagli apparecchi tecnologici che arrivano ad invertire i ritmi sonno-veglia, trascurano la propria pulizia personale e quella dell’ambiente in cui vivono».

Saranno presenti l’equipe Hikikomori Bergamo del Conventino: il dottor Gianfrancesco Gervasoni, la dottoressa Laura Cardini, dottoressa Silvia Morandi ed il dottor Marco Bonacina.

La serata sarà aperta da una testimonianza.