«Chi è arrivato dal Sud Italia ha portato con sé una cultura e valori, contribuendo in modo significativo alla crescita economica e umana di Valmadrera». Con queste parole, il sindaco Cesare Colombo ha aperto l’incontro di ieri sera, sabato 13 giugno 2026, al Fatebenefratelli, per la presentazione del libro «Radici in cammino – Voci, ricordi e percorsi di chi ha cambiato terra senza cambiare sé stesso», realizzato dall’associazione «Amici della Calabria e del Sud» grazie al supporto del Comune di Valmadrera e della Fondazione Comunitaria del Lecchese.

La presentazione del libro «Radici in cammino»
Il volume, composto da oltre 400 pagine, raccoglie circa venti testimonianze di individui che, durante il «boom economico», hanno lasciato la loro terra d’origine per approdare nel lecchese. L’evento, organizzato in collaborazione con il Comune di Valmadrera, i Comuni partner (Civate e Galbiate), la Fondazione Comunitaria del Lecchese e il CSV Monza-Lecco-Sondrio, è stato accompagnato da una mostra fotografica con immagini storiche e oggetti provenienti da famiglie e archivi privati.

«Le radici degli alberi – ha affermato Virginio Brivio, responsabile dei Servizi civici del Comune di Valmadrera, che ha moderato l’incontro – si estendono per chilometri: il legame tra le radici, che nutrono, e la vita, rappresentata dal tronco e dalla chioma, ha un parallelismo con le esperienze umane. Le persone possono spostarsi, senza però dimenticare le loro origini».

Il presidente dell’associazione «Amici della Calabria e del Sud», Emilio Zangari, ha condiviso la storia dell’associazione, nata ufficialmente nel 2014 dopo un incontro tra amici di origine meridionale nel 2006. «Volevamo indagare la storia della nostra gente», ha spiegato, sottolineando come il progetto «Come siamo, come eravamo» avesse l’obiettivo di far conoscere le proprie radici anche alla comunità lecchese, contribuendo a costruire un futuro comune.

Zangari ha ringraziato coloro che si sono resi disponibili per le interviste, condividendo momenti difficili della loro vita. Un clima di accoglienza non sempre facile, come evidenziato da Brivio, che ha ricordato come nel ‘73 un bollettino parrocchiale definisse «spinosa» la questione degli affitti per i meridionali, ma fortunatamente le cose sono cambiate nel tempo.

Dopo un’analisi storica del periodo del «boom economico» a cura di Claudio Prandi, laureato in Lettere, che ha sottolineato come tra il ‘51 e il ‘73 circa 4 milioni di persone emigrarono dal Sud, ha preso la parola Elisabetta Gandolfi, curatrice delle interviste. Ha spiegato come il progetto di raccolta dei racconti, inizialmente di interesse personale, abbia poi assunto una dimensione collettiva grazie alla richiesta degli intervistati di trasformare le loro storie in un libro, qualcosa di più duraturo e condivisibile.

Il progetto «Come siamo, come eravamo» si è così evoluto in «Radici in cammino»: «Le interviste – ha spiegato Gandolfi – raccontano di persone comuni: esperienze di infanzia, partenze dolorose e sacrifici». Testimonianze che si sono rese necessarie per preservare un patrimonio storico. Gli interventi sono stati accompagnati da letture dei racconti e da un intermezzo musicale curato da Ignazio Montuori, che ha evocato i sentimenti di chi ha lasciato la propria terra.

Dopo i saluti del parroco don Isidoro Crepaldi e del direttore del Museo etnografico dell’Alta Brianza Massimo Pirovano, la serata si è conclusa con un rinfresco per i presenti e la possibilità di acquistare il libro, un’importante memoria collettiva che si apre alla comunità.
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Don Isidoro Crepaldi

Massimo Pirovano
Le foto della mostra allestita nel cortile del Fatebenefratelli:
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