Il Coisp, sindacato di Polizia, chiarisce le falle del modello di accoglienza dei richiedenti asilo. Il Comitato Noi tutti migranti difende il Ferrhotel

Profughi accusati di spaccio

Ieri, in Questura di Lecco, si è tenuta una riunione della Segreteria Provinciale Coisp di Lecco. Ai lavori ha partecipato il segretario generale Gaspare Liuzza. Tra gli argomenti trattati si è discusso soprattutto dell’operazione condotta dalla Squadra Mobile di Lecco, presso l’ex “Ferrohotel” di questa via Ferrieria. 33 gli stranieri coinvolti, (di cui 22 richiedenti asilo), tutti indagati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Nella delicata attività d’indagine è emerso che gli indagati vendevano sostanze stupefacenti anche a minorenni, ovvero a ragazzi che frequentavano le scuole superiori di questo centro cittadino.

Le opinioni del Coisp

“I 33 stranieri sono stati denunciati a piede libero, hanno perso il diritto all’accoglienza, ma non saranno immediatamente allontanati dal territorio nazionale”, è stato il commento di Liuzza. “Paradossalmente il loro status di richiedente asilo rimarrà fino a quando la competente Commissione territoriale valuterà la loro posizione. Ne consegue che la brillante operazione di fatto non ha avuto conseguenze immediate e dirette a causa di una falla che chi ha le redini del governo di questo Paese dovrebbe colmare modificando la normativa vigente”.

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Il punto di Noi tutti migranti

Posizione opposta, quella del Comitato Noi tutti Migranti. “Non vi può essere alcun accostamento tra il comportamento messo in atto da un gruppo comunque limitato di richiedenti asilo e la restante stragrande maggioranza che si comporta correttamente. Ragioniamo insieme piuttosto su come gestire meglio l’accoglienza, consapevoli che si sono già fatti notevoli progressi. Chiudere il Ferrhotel, come qualcuno proclama, non è una soluzione. Vi è la necessità di mantenere una struttura di dimensioni ampie ed organizzata come hub per la fase iniziale dell’accoglienza. Ragioniamo semmai sulla necessità di limitare il più possibile la permanenza nell’hub, abbreviando i tempi di assegnazione a centri e luoghi di minori dimensioni”.