Cultura e arte

“Principe Adelchi a Civate”: inaugurata l’opera di Citera al Crotto del Capraio

Si tratta della sesta creazione dell'artista nel borgo, che racconta l'edificazione della basilica di San Pietro al Monte, legata al re longobardo Desiderio e al principe Adelchi.

“Principe Adelchi a Civate”: inaugurata l’opera di Citera al Crotto del Capraio

È stata inaugurata ieri, giovedì 30 luglio 2026, al Crotto del Capraio di Civate, in via del Pozzo 42, la nuova opera dell’artista Rosalba Citera, intitolata “Principe Adelchi a Civate”. Questa rappresenta la sesta realizzazione, tra affreschi e sinopi, che Citera ha creato nel borgo, seguendo un percorso tematico che esplora “Civate tra storia e leggenda”. L’opera è pensata per guidare i turisti verso l’abbazia di San Pietro al Monte, intrecciando la sua storia con le figure del re longobardo Desiderio e suo figlio, il principe Adelchi.

Rosalba Citera davanti all’opera inaugurata

Dettagli dell’opera

Nel dipinto, il principe Adelchi e un suo soldato sono ritratti con cavalli e cani in un momento di quiete. Sullo sfondo, si scorgono le tende dell’accampamento e le colline, ricche di vigneti. L’opera cattura anche i riflessi dei magnifici tramonti che si possono godere da Civate.

Un passaggio significativo è presente nella “Chronica Danielis”, un manoscritto medievale menzionato dall’artista: “Nell’anno 707 il cristianissimo re Desiderio con suo figlio Adelchi, percorrendo la Liguria, arrivò in un luogo che si chiama Civate. Questo luogo è molto bello e notevolissimo per ogni piacevolezza, perché era molto salubre per l’aria, ricchissimo di vigne, tutto ricoperto di boschi, irrigato da acque copiose, e dava in abbondanza a tutti gli abitanti una gran quantità di pesci, e venne il re trattando gli affari di Stato con i suoi conti”.

La cerimonia di inaugurazione si è svolta alla presenza del sindaco Angelo Isella, del vice Simone Scola, degli assessori Silvia Tantardini e Davide Canali, e del parroco don Luca Civardi.

L’artista ha espresso gratitudine verso le istituzioni e i proprietari che hanno accolto l’opera, sottolineando: “Ciò che desidero raccontare attraverso i miei lavori, oltre alla memoria storica, è la bellezza naturale di Civate. Molti visitatori si recano alla basilica di San Pietro al Monte, ma spesso tornano a casa senza fermarsi a Civate. Questa iniziativa può creare un museo all’aperto, invitando i turisti a esplorare le vie del paese”. Citera ha inoltre proposto di realizzare altri cicli di affreschi, esplorando le tradizioni locali come la bachicultura.

Interventi e progetti futuri

Il sindaco Isella ha commentato: “Civate, come evidenziato dalla nostra storia, è un paese con una tradizione millenaria. Recenti lavori di scavo per la fognatura nella zona di San Calocero hanno portato alla luce nuovi reperti, di cui non conosciamo ancora la natura”. Ha inoltre parlato della volontà dell’Amministrazione di riqualificare il centro storico, dove si trovano alcuni affreschi, iniziando con il restauro di Villa Sacro Cuore. Isella ha ringraziato i gestori del Crotto per aver ospitato l’opera, sottolineando l’importanza di questo luogo come punto di passaggio verso la basilica, e come l’affresco possa stimolare la curiosità dei passanti sulla storia di Civate e dell’abbazia. Questa idea è stata ben accolta dai gestori, speranzosi che l’opera possa attrarre ulteriormente l’attenzione dei visitatori diretti a San Pietro al Monte.

Infine, don Luca ha benedetto l’opera, evidenziando la bellezza naturale e culturale di Civate e affermando: “La bellezza esige altra bellezza: con questa opera continuiamo a dare bellezza”, invitando a volgere lo sguardo a Dio, “che della bellezza è la prima sorgente”.

Il sindaco Isella e il parroco don Luca

Questa nuova opera è la sesta che l’artista realizza “in esterno” a Civate, per narrare e celebrare, “tra storia e leggenda”, vari eventi legati alla basilica e ai principi longobardi. Il primo affresco, intitolato “Omaggio alla basilica di San Pietro al Monte e alla fonte del miracolo”, è visibile su un edificio privato in via Belvedere al civico 12. Un secondo affresco, situato in via A. Manzoni al civico 10, rappresenta “La leggenda del cinghiale e del principe Adelchi”. Una terza opera si trova in via Tozio 14, ritraente l’arrivo a Civate di Re Desiderio e del Principe. La quarta opera in via A. Manzoni 10 mostra il principe Adelchi e l’eremita alla fonte del miracolo, mentre la quinta, in piazza Antichi Padri, rappresenta il giovane principe Adelchi con il suo cavallo bianco.

Questi affreschi compongono un itinerario pensato per invitare chi si dirige verso la basilica a fermarsi e scoprire alcuni aspetti della millenaria storia di Civate e del suo gioiello: l’abbazia di San Pietro al Monte.

Tutte le foto dell’inaugurazione: