Celebrazioni

Primo Maggio a Lecco: in piazza per i diritti dei lavoratori

Mirco Scaccabarozzi: "La libertà richiede condizioni concrete: lavoro dignitoso, salari adeguati e welfare"

Primo Maggio a Lecco: in piazza per i diritti dei lavoratori

“Il mondo brucia e i lavoratori e le famiglie ne pagano il prezzo”. Queste le parole di Mirco Scaccabarozzi, segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco, pronunciate durante il discorso conclusivo della Festa nazionale dei lavoratori, celebrata oggi, venerdì Primo Maggio 2026, a Lecco.

Un Primo Maggio affollato

La manifestazione ha visto la partecipazione di un vasto pubblico, accorso in piazza Cermenati per il tradizionale concerto del Primo Maggio, organizzato dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil. Un messaggio chiaro è emerso dall’evento: “Il lavoro deve essere dignitoso; in un mondo in cui si parla di intelligenza artificiale, i diritti devono restare al centro”. Sul palco si sono esibiti tre gruppi musicali locali: Porks hub band, Biscotti biscotti e The blues racoons. Tra i presenti, anche le delegate Enya Aita per la Cgil e Zungri Carmel per la Uil, insieme al sindaco Mauro Gattinoni, al senatore Tino Magni, all’assessore al Welfare Emanuele Manzoni e al segretario del Pd, Fausto Crimella.

Le sfide del mercato del lavoro

Enya Aita ha sottolineato: “Oggi un giovane che entra nel mondo del lavoro non trova un sentiero, ma un labirinto di contratti brevi e incerti, rendendo difficile superare il muro della precarietà. È fondamentale applicare le nuove tecnologie per migliorare le condizioni di vita, evitando che le persone diventino schiave degli algoritmi. Il lavoro deve essere un’opportunità di realizzazione e non un’attesa senza fine”. Zungri Carmel ha aggiunto: “Il carico invisibile delle madri lavoratrici è un problema serio. Conciliare lavoro e cura dei figli è un equilibrismo estremo, e non possiamo considerarlo progresso”.

Le conseguenze delle guerre sull’economia

Scaccabarozzi ha evidenziato che “l’instabilità e il caos delle guerre gravano pesantemente sull’economia europea e italiana. Mentre il mondo brucia, a pagare il prezzo più alto sono sempre le lavoratrici e i lavoratori, le famiglie e le fasce più fragili, in relazione a energia, prezzi al consumo e potere d’acquisto. La via per uscire da questa situazione è l’Europa politica. Diciamo basta a slogan come ‘Prima gli italiani’ e al sovranismo che semplifica questioni complesse. È fondamentale rivendicare il protagonismo del mondo del lavoro per garantire coesione sociale”.

Scaccabarozzi ha poi proseguito: “La libertà richiede condizioni concrete: lavoro degno, salari giusti, sicurezza e welfare. Non c’è democrazia senza un lavoro dignitoso. Se le disuguaglianze aumentano e la scuola e la sanità sono mortificate, e se giovani e donne vedono il futuro allontanarsi, non c’è progresso. È necessario affrontare la povertà e il lavoro povero, che in provincia di Monza e Brianza rappresenta il 31,1% dei lavoratori, mentre a Lecco è il 23,5%. Dobbiamo proteggere i redditi da lavoro e pensione, evitando distribuzioni indiscriminate di sussidi e puntando su una redistribuzione sociale dei profitti”.

 

Redazione