Ponti a rischio: partono le prove di carico a Lecco. La prossima settimana verrà  saggiata la “resistenza” delle strutture attraversate ogni giorno dai leccesi.

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I ponti a rischio sotto la la lente di ingrandimento

Cinquanta ponti, cifra tonda. Tante le infrastrutture che valicano il reticolo viabilistico del capoluogo lariano. La maggior parte si trova sui torrenti Gerenzone, Caldone e Bione e più che ponti a scavalco da una riva all’altra, sono una copertura dell’alveo intubato. Ulteriori quattro ponti, di dimensioni ridotte, si trovano sul reticolo minore, in zona Maggianico e Chiuso. A questi si aggiungono naturalmente il ponte Kennedy e il ponte Visconti, sui quali sono state condotte indagini strutturali con relativi progetti di intervento  per la riqualificazione e il consolidamento.

Si parte dal lungolago

La tragedia del Morandi a Genova (oggi è un mese esatto dalla tragedia)  aveva consigliato all’Amministrazione di Palazzo Bovara una ricognizione completa dei cinquanta ponti. Ecco quindi che si passa dalle parole ai fatti. Partendo dal lungolago. I Comune di Lecco ha infatti fatto sapere che giovedì 20 settembre dalle 9.30 alle 11.30, per l’esecuzione della prove di carico, ha disposto la  totale chiusura al transito veicolare di Lungo Lario Isonzo nel  tratto compreso tra via L. Da Vinci e via Nazario Sauro; via Leonardo da Vinci tratto tra via Caprera e Lungo Lario Isonzo; viale Costituzione tratto tra via Aspromonte e lungo lario Isonzo.

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Si riprende poi nel pomeriggio dalle  14.30 alle 16.30 con la  totale chiusura al transito veicolare  di piazza Stoppani, Lungo Lario Cadorna nel tratto compreso tra piazza Stoppani e via Malpensata.                                             

Gli altri ponti

In città ci sono però anche altri viadotti, di competenza di Anas e delle Ferrovie. «Il ponte Badoni sopra la stazione lo abbiamo da poco sistemato, due anni fa. Quelli in corso Amendola e via Capodistria non rilevano particolari criticità» aveva spiegato il sindaco Brivio all’indomani della ricognizione . Aggiungendo che all’Autorità di bacino l’Amministrazione comunale ha chiesto di tenere monitorate le infrastrutture a lago, dei pontili come anche dei viadotti a sostegno delle carreggiate stradale a sbalzo sulle sponde del Lario. Quanto alle sopraelevate delle arterie di traffico, a Lecco certo non mancano. Fanno capo ad Anas, come i tunnel della Ss36 che qualche criticità l’hanno pur manifestata anche di recente. Sebbene Anas ogni volta abbia minimizzato.