«Velocizzare la validazione del progetto per poter affidare i lavori ed iniziare quindi al più presto le opere di consolidamento del ponte  di Paderno d’Adda. Il tutto al fine di garantire il minor disallineamento possibile tra chiusura del ponte e durata dei lavori». Gian Mario Fragomeli, deputato lecchese del Partito Democratico, riassume così l’obiettivo cardine dell’interrogazione in Commissione, a sua prima firma, presentata nella giornata odierna e indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.

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Ponte di Paderno: interrogazione lecchese e bergamasca

«Nonostante la chiusura fosse stata prevista con ampio anticipo – continua Fragomeli – essa sta comunque causando enormi disagi alle migliaia di persone che utilizzavano quotidianamente il ponte per i propri spostamenti. È quindi fondamentale che i tempi previsti vengano rispettati e che la chiusura del ponte non si protragga più del dovuto». L’interrogazione è stata sottoscritta anche dalla parlamentare bergamasca Elena Carnevali. I due deputati democratici spiegano di aver «sollecitato il Ministero affinché intervenga con Trenord e Regione Lombardia allo scopo di mantenere inalterato tanto il numero quanto gli orari dei treni in partenza dalle stazioni FFSS di testa, definendo al contempo le tratte dei pullman sostitutivi verso la Provincia di Bergamo, suddividendo inoltre i convogli destinati ad accogliere gli studenti diretti a Bergamo da quelli diretti invece alla stazione di Calusco d’Adda».

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Riapertura del ponte al traffico leggero entro il 2019

«Tra le varie richieste – conclude quindi Fragomeli – ho espressamente invitato il Ministro Toninelli a monitorare con attenzione anche lo stato di avanzamento dei lavori di ripristino del manto stradale – i quali inizieranno prima rispetto alle opere di restauro della struttura metallica – in maniera tale da velocizzarne la tempistica e consentire, almeno per la primavera del 2019, la riapertura del ponte al traffico leggero, vale a dire motociclette, ciclomotori, biciclette e pedoni».