Si sono riuniti in una delegazione per i disagi già un quarto d’ora dopo la chiusura del ponte. E ieri, lunedì, in serata, hanno costituito un vero e proprio comitato pronto a dare battaglia.
I commercianti di Calusco non hanno perso un attimo di tempo. Si sono infatti mobilitati fin da subito per chiedere alle Ferrovie dei chiarimenti sulla situazione. Ma, soprattutto, un risarcimento dei danni subiti dalla decisione di chiudere improvvisamente il ponte San Michele.

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I disagi sono tanti. Troppi. Esemplare il caso della piscina: incassi ridotti del 50 per cento in una settimana. Intanto  il gestore ha scritto una lettera di protesta alle Ferrovie. E non è il solo. Il comitato vuole chiedere a Rfi un risarcimento danni. Contestando non tanto la chiusura del ponte, quanto «la mancata manutenzione degli ultimi trent’anni nonostante i 20milioni stanziati da loro e il milione e sei della Regione».

La petizione

Intanto è stata promossa una nuova petizione (dopo quella lanciata dal sindaco di Ciano). E’ promossa dal Comitato Ponte San Michele, sodalizio nato  nasceper riunire tutti i soggetti che hanno subito, e subiscono, un danno dalla repentina chiusura del Ponte San Michele.

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Lo scopo principale, al momento, è assicurare che i lavori inizino nel minor tempo possibile, per garantire almeno un’apertura parziale del Ponte. Ciò consentirebbe di dare respiro a commerciati, pendolari, studenti, famiglie, che in questo momento vivono un disagio imprevisto e ingestibile.

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