Ponte di Paderno, si è sfiorata la tragedia. E’ a dir poco inquietante quanto emerso questa mattina durante l’incontro al Ministero delle Infrastrutture dalle parole dall’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile. Che, ripercorrendo le motivazioni che il 14 settembre hanno portato l’ente a decidere per la chiusura improvvisa, ha spiegato che in base ai dati rilevati nelle ore precedenti la struttura sarebbe stata in grado di reggere soltanto se stessa. E non più, quindi, il traffico ferroviario e quello veicolare.

Ponte di Paderno, l’incontro da Toninelli

Quello avvenuto questa mattina e conclusosi poco dopo le 13 è stato un incontro che ha permesso al ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli di conoscere a fondo la questione. E di confrontarsi, oltre che con i parlamentari lecchesi e bergamaschi che gli avevano chiesto un incontro urgente, anche con l’ad di Rfi e con i sindaci di Paderno Renzo Rotta e di Calusco Michele Pellegrini. Il particolare più importante e al tempo stesso inquietante è stato quello rivelato da Gentile, che ha dunque motivato una volta per tutte la decisione di chiudere improvvisamente il ponte San Michele. Si spiega, dunque, anche il continuo rifiuto alle richieste soprattutto del primo cittadino di Paderno a una parziale riapertura almeno ai pedoni e ai veicoli leggeri.

Possibile riapertura tra 5 mesi

L’amministratore delegato di Rfi ha ribadito di aver consegnato il progetto di consolidamento del ponte in Soprintendenza. E di essere in possesso di un cronoprogramma, in base al quale, salvo intoppi, già tra cinque mesi sarà possibile aprire il ponte San Michele a pedoni, ciclisti e motociclisti. La riapertura totale è stimata invece in 24 mesi. Impossibile, al momento, ipotizzare ulteriori “step” intermedi per l’apertura alle auto. Che tuttavia non sono stati esclusi a priori da Gentile.

Nessun ponte provvisorio

Dal confronto al Ministero è inoltre emersa l’inutilità di realizzare un ponte provvisorio, che sia di barche come chiesto dai sindaci dell’Isola o di altra fattura. Ci vorrebbero almeno una decina di mesi, evidentemente troppi. Il ministro Toninelli ha inoltre promesso di valutare l’ipotesi di nominare un commissario anche per la vicenda del ponte San Michele, ipotizzando di inserirla nel Decreto Genova.

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Incontro soddisfacente

Soddisfazione per l’incontro è stato espresso da Fabiola Bologna, deputata bergamasca del M5S, tra le principali promotrici del confronto. “E’ stato un incontro utile per chiarire l’intera vicenda, sono fiduciosa che al più presto le province di Lecco e Bergamo torneranno a essere collegate da un ponte sicuro” ha affermato. Parlamentari e sindaci hanno inoltre ribadito la disponibilità a sedersi al tavolo tecnico che verrà convocato la prossima settimana in Regione, con l’impegno ad aggiornare costantemente la cittadinanza nei processi decisionali.

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