A poche ore dalla riapertura del ponte di Paderno, arriva un durissimo attacco alle autorità che quest’oggi “sfileranno” al taglio del nastro. Il sindaco di Merate Massimo Panzeri, leghista come per altro l’assessore regionale Claudia Maria Terzi che è stata invitata insieme al presidente Attilio Fontana, solleva infatti la polemica: “E’ qui la festa? Io mi vergognerei…” ha scritto in una lettera giunta alla redazione del Giornale di Merate poco fa.

La cerimonia di riapertura del ponte ai pedoni

Ponte di Paderno, Merate polemizza

“Oggi alle 15 riapre dopo 14 mesi il ponte San Michele. E’ annunciata una cerimonia in pompa magna per rallegrarsi francamente non so proprio di cosa. Della fine di un incubo forse?
Personalmente mi vergognerei a celebrare la – parziale- conclusione di una delle più tristi pagine delle storia recente del nostro territorio” ha affermato il sindaco di Merate. “Migliaia di persone – studenti, lavoratori ed attività economiche – hanno subito disagi e danni per oltre un anno che non saranno certo compensati dalle sicuramente belle parole dei presenti per l’occasione.
Tutti coloro che si alterneranno oggi sul palco, appositamente allestito, dovrebbero a mio parere cospargersi il capo di cenere e chiedere almeno scusa a tutti loro. Ad uno ad uno. Sono convinto invece che si avrà persino l’ardire di rivendicare la fine anticipata dei lavori rispetto al previsto!”.

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Mesi di disagi

“Certo, per chi ha buona memoria, il 14 settembre 2018 quando il Ponte fu chiuso nottetempo senza nessun preavviso, i dirigenti di Rfi, proprietari della struttura, ci dissero subito che per 2 anni il traffico veicolare e ferroviario sarebbe stato interdetto a causa dell’imminente rischio di crollo della struttura – ha rincarato la dose il borgomastro leghista – Peccato che i famosi sensori che a loro dire erano improvvisamente “impazziti” in realtà…. non c’erano, come non c’era un piano di manutenzioni per la struttura o meglio nulla era stato fatto per anni e anni per scongiurare tutto ciò. E men che meno si è pensato a progettare strutture moderne e alternative. Risultato: per oltre 400 giorni, 2 delle Province più dinamiche e produttive della Lombardia sono state di fatto private di collegamenti, se non attraverso percorsi lunghi e tortuosi. Altro che festa, un’autentica odissea. Questa sera finalmente, almeno i veicoli, potranno riprendere a circolare e per molti l’incubo di questi mesi sarà presto un ricordo ma non dimentichiamo che per altrettanti, i già martoriati utenti ferroviari, l’agonia durerà ancora a lungo. Ultima nota di servizio: nell’euforia del momento, attenzione a non superare i 20 km/h sul Ponte altrimenti si rischiano salate sanzioni dai sofisticati sistemi di rilevazione della velocità installati nel frattempo. Buona festa”.