“È vero, il 29 marzo il Ponte di Paderno riaprirà a pedoni e biciclette, ma noi del Comitato non ci troviamo alcun motivo per festeggiare, dato che le migliaia di persone che rappresentiamo stanno continuando a vivere in una situazione di disagio assoluto e di totale incertezza dovuta alla mancata risposta alle domande che stiamo ponendo da mesi ormai”. A pochi giorni dalla data x sul via libera parziale sul ponte chiuso dal 14 settembre dello scorso anno il Comitato Ponte San Michele scende in campo per ribadire la situazione di profonda difficoltà in cui vivono lecchesi e bergamaschi.

Ponte di Paderno aperto per bici e pedoni dal 29, il Comitato: “C’è poco da festeggiare”

“Il Comitato Ponte San Michele vuole sottolineare che quello che si compirà il 29 sarà solo un primo piccolo passo verso il miraggio ancora lontano di riappropriarci della nostra normalità – si legge in una nota del Comitato  – Vogliamo sapere a nome di tutti i cittadini quando verranno effettuate delle prove di carico preventive al fine di decretare o meno la possibilità di concedere il transito anche ai motocicli, con i dovuti accorgimenti per la sicurezza viabilistica, ma soprattutto vogliamo avere risposte certe in merito alla mobilità alternativa che verrà garantita seduta stante dalla riapertura in poi, dato che è da gennaio che Amministrazioni e Regione Lombardia sono a conoscenza del periodo indicativo di riapertura del ponte a cicli e pedoni”.

La mobilità alternativa

“La nostra proposta relativa alle biciclette elettriche è solo una delle tante proposte avanzate per usufruire al meglio e in tempi utili del milione e mezzo stanziato dal Ministero e a oggi ancora non destinato a nulla di concreto, sebbene i tempi stringano. Proposta che va peraltro nella stessa direzione di quella relativa alle navette da e per il ponte: andare in contro all’utenza danneggiata, cercando di sveltire le tempistiche di spostamento e attenuare i costi. Serve ripensare la viabilità e i parcheggi della zona limitrofa al ponte da entrambi i lati, attrezzare diversamente le stazioni garantendo sorveglianza per le biciclette e puntualità delle navette”.

Le promesse

“Tre mesi fa sul palco della manifestazione in molti facevano promesse per scendere in prima linea a chiedere sgravi economici indirizzati alle diverse fasce di popolazione che hanno visto un sostanziale incremento delle uscite a fine mese per le famiglie, un netto calo delle entrate per i commercianti o il continuo pagamento a fronte di un palese disservizio per i pendolari.
Ormai due mesi fa Gentile prometteva un cronoprogramma della seconda parte dei lavori aggiornato il prima possibile e l’apertura di tavoli tecnici seri ai quali far intervenire il Comitato e i suoi esperti di riferimento.
Ebbene, a distanza di tutte queste settimane non si sono ancora visti né aiuti economici sostanziali, né tavoli tecnici con la presenza di tutti gli interlocutori coinvolti a partire dall’Assessore a Infrastrutture e Trasporti di Regione Lombardia, Claudia Terzi, o programmi aggiornati con tanto di variazioni in itinere e previsione di prove di carico”

La delusione

“Siamo riconoscenti agli operai che si stanno dando da fare sul serio, ma siamo delusi dalle inadempienze che piovono da ogni parte e sempre a danno della popolazione locale.Siamo persone concrete e come tali vogliamo sempre andare al nocciolo delle questioni e di questioni aperte qui ce ne sono ancora tante. Non ci facciamo distrarre da festeggiamenti per qualcosa di dovuto (non dimentichiamo che il ponte è stato trascurato a lungo e la riapertura parziale non è una gentile concessione, ma un inizio di riparazione a errori commessi in passato e che ci hanno condotto dritti dritti alla situazione odierna), noi continuiamo a chiedere che si pensi sì al 29 marzo ma soprattutto ai giorni a seguire e non si stia con le mani in mano a perdere altro tempo prezioso”.

 

 

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