Il merito della riapertura del ponte di Paderno? Le istituzioni non hanno dubbi: di chi ha lavorato giorno e notte in questi mesi. E’ a loro infatti che il sindaco di Paderno Renzo Rotta, ma anche gli altri relatori intervenuti durante l’assemblea pubblica che si è tenuta a Cascina Maria dopo il taglio del nastro, ha dedicato questo giorno importante.

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Ponte di Paderno, il merito ai lavoratori

“Questa assemblea è destinata soprattutto a chi ha lavorato giorno e notte per consentire la riapertura del ponte San Michele” ha esordito il sindaco Rotta nella “sua” sala consiliare di Cascina Maria. Un pensiero espresso anche dal commissario Maurizio Gentile, che ha rimarcato che “quella di oggi è una giornata importante per merito delle persone che hanno lavorato e anche l’occasione per tirare le fila dell’avanzamento dei lavori”. Sono stati poi i rappresentanti dell’azienda Notari, che ha svolto i lavori sulla sede stradale, a spiegare come si è evoluto il cantiere in questi mesi. “Ringrazio tutte le maestranze che hanno reso possibile il raggiungimento di questo traguardo e tutte le imprese subappaltatrici e i fornitori – ha spiegato l’ingegner Pancini – E’ stato un lavoro molto delicato perché di fatto siamo intervenuti su un’opera d’arte. Abbiamo trattato tutto con la maggior cura possibile, come un’opera d’arte del resto necessita di essere trattata. La parte logistica è stata difficile per via dell’altezza del ponte: abbiamo lavorato con ponteggi a sbalzo e gli operai con cintura di sicurezza, ma in circa 40mila ore intervento non abbiamo riscontrato alcun infortunio”.

I dettagli del cantiere

E’ stato poi il geometra Ferrari a entrare nello specifico dell’opera. “In questi 100 giorni i lavori sono stati eseguiti sulla sede stradale, ferroviaria e sulla struttura. Siamo partiti con la sferificatura del bitume per non danneggiare la sede. Sono stati poi realizzati quattro ponteggi a sbalzo, movibili, per consentire rimozioni e smontaggi di circa 500 beole in pietra e tonnellate di struttura che supportavano queste lastre di pietra, oltre a 500 metri di paramento storico che è stato rimosso ed è ora in ristrutturazione per il ripristino. Simultaneamente abbiam anche iniziato sabbiatura e verniciatura: per questa lavorazione abbiamo compartimentato le zone di lavoro per raccogliere tutto il materiale sabbiato e tenere temperatura e umidità costanti per permettere la verniciatura e anche per minimizzare la dispersione di materiale nell’ambiente. Grazie ai ponteggi mobili abbiamo anche realizzato elementi di carpenteria metallica per i camminamenti laterali che sono stati anche impermeabilizzati e riasfaltato il tutto. Abbiamo infine realizzato un impianto provvisorio di illuminazione per fare sì che tutto fosse pronto per riapertura”.

La voce del comitato

E’ stata poi la portavoce Elisa Biffi a portare avanti le istanze del comitato Ponte San Michele, che si è costituito spontaneamente proprio poche ore dopo la chiusura dello scorso 14 settembre. Un’associazione battagliera sin dal primo giorno, ma capace anche di riconoscere la tempestività del lavoro svolto dagli operai. “Rappresento il comitato, ma anche tutti coloro che si riferiscono a noi dalla chiusura del ponte. Il nostro punto di vista non è quello dei semplici spettatori dei lavori, ma di chi ha subito i disagi che ci sono dal primo giorno – ha spiegato la Biffi – È mancata da troppo tempo l’attenzione sui temi presentati dal comitato: chiediamo quindi la pubblicazione del cronoprogramma della seconda parte che ci saremmo anzi aspettato tempo fa. Di tempo ne abbiamo perso abbastanza… Chiedevamo anche le prove di carico calendarizzate e quindi già preventivare, in anticipo, per dare speranza alla riapertura ai veicoli che porterebbe grande vantaggio alla popolazione anche solo a fasce orarie. Vogliamo sapere quale sarà l’effettiva capacità di carico alla luce del fatto che sono stati installati i sensori; chiediamo anche conferma della riapertura al traffico a dicembre 2020 e alla presenza delle autorità anche una soluzione alternativa perché, come detto anche prima, questo ponte non è eterno”.

Il caso delle navette

Richieste ben precise, quelle avanzate dalla portavoce Biffi, che ha approfittato della presenza dell’assessore regionale Claudia Maria Terzi per sollevare la questione delle navette. “Sapete esattamente cosa è successo il 23 ottobre 2018? – ha chiesto la giovane rappresentante –  In quella data noi del comitato abbiamo chiesto ulteriori navette, ci sono state date risposte ma non soddisfacenti. Sono passati 5 mesi dalla richiesta e non sono ancora state messe a disposizione. Si sapeva la data di riapertura e sembra ci si stia muovendo solo adesso per prevederle: abbiamo anche chiesto l’uso di questo milione e mezzo messo a disposizione da parte di Regione Lombardia per la mobilità leggera e vorremmo che venissero investiti proprio in questo ambito”.

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La replica di Gentile

Il commissario Gentile, incalzato dalle richieste della portavoce del comitato, ha quindi fornito alcune risposte. “Il cronoprogramma è già stato pubblicato ed elaborato in una forma semplificata perché fosse di facile lettura a tutti, ma anche il cronoprogramma di cantiere dettagliato è stato pubblicato e tutti potranno accedervi – ha chiarito – Il progetto è comunque dinamico, progredendo si apprende conoscenza che può essere modificato l’andamento dei lavori. Per quanto riguarda la data, confermo ad oggi la riapertura del 7 dicembre per i veicoli e quella dell’ottobre 2020 per i treni. Non possiamo garantire o promettere un anticipo, come un atleta che va alle Olimpiadi non può garantire che vincerà… Posso però garantire impegno per cercare di anticipare il più possibile l’apertura. Stiamo ridando un’ulteriore fase di vita a questo manufatto che è anche testimonianza di alta ingegneria italiana, ma non potrà essere l’unico ponte per altri 100 anni. Ne occorrerà uno nuovo, noi di Rfi abbiamo già elaborato ipotesi che verranno trasmesse a chi di dovere e vanno da soluzioni più piccole ad altre di più ampio respiro che penso siano buone basi di partenza. Questo nuovo ponte sarà inserito nel programma di accordo tra Rfi e Ministero dei trasporti”.

L’assessore regionale Terzi

Incalzata dal comitato, anche l’assessore regionale Claudia Maria Terzi ha detto la sua sulla vicenda, ribadendo l’impegno di Regione Lombardia a garantire i servizi richiesti. “Sapevamo che i bus sostitutivi non avrebbero azzerato il disagio, ci siamo comunque trovati a gestire anche noi un’emergenza. Le navette circolari da una parte all’altra del ponte partiranno tra pochissimi giorni: prima di tutto perché i servizi che gestiscono il trasporto locale a cui ci siamo riferiti hanno garantito l’intervento solo tra pochi giorni e comunque è questione di giorni e non di settimane. Sarà un servizio di trasporto interno ai comuni e non sarà solo stazione-ponte, tanto che l’abbiamo proprio chiamata circolare e durerà fino a quando ci sarà la chiusura del ponte. I costi di 400mila euro l’anno sono stati anticipati da Regione Lombardia. Ci dispiace invece non aver potuto recepire il servizio di bici elettriche perché è gestito da una società privata, crediamo però che le navette saranno in grado di muoversi anche nelle strade cittadine e si alterneranno una ogni 15 minuti nelle fasi di punta una ogni 30 nelle altre fasce orarie”.