Un comandante, un vicecomandante e un sovrintendente di Polizia Locale. Sono rimasti solo in tre nel corpo di intercomunale del Monte Canto, nell’Isola Bergamasca: una situazione molto critica che rende il loro lavoro sempre più insostenibile.

Polizia Locale col fiato corto

La convenzione tra i Comuni di Carvico, Sotto il Monte e Villa d’Adda per la gestione associata della sicurezza è in vigore dal primo gennaio 2016. «All’inizio eravamo in cinque – ha spiegato il commissario capo Deborah Breda, arrivata a Sotto il Monte nell’aprile del 2015 dopo lo scioglimento del Consorzio dell’Isola – e le dimensioni della squadra erano già ridotte: la normativa di Regione Lombardia, infatti, prevede che ci sia un operatore ogni mille abitanti, quindi noi teoricamente dovremmo essere in 14. Raggiungere un tale numero è molto difficile, però un corpo organico dovrebbe essere composto da almeno sette persone».

Un esodo continuo

Partita in difetto, la Polizia intercomunale ha subito nel tempo diverse perdite di personale che hanno peggiorato la situazione: nel febbraio del 2017, infatti, un’agente di Villa d’Adda si è trasferita in un altro ente. Poco dopo il Comune di Carvico ha assunto un operatore, ma a settembre un collega di Sotto il Monte è rimasto a casa in malattia e non più rientrato. A fine anno, invece, è entrata nella squadra una vigilessa che si trovava in aspettativa dal 2016, lavorando però con un contratto part-time.  La situazione alla Peregrinatio di papa Giovanni XXIII, quindi, era questa: un operatore a Villa d’Adda, due a Carvico e due a Sotto il Monte, di cui una operativa solo tre giorni alla settimana. Tuttavia, un mese dopo il numero si era già ridotto a quattro, in quanto il primo luglio quest’ultima è stata trasferita all’Ufficio tecnico. Ma l’apice è stato raggiunto all’inizio di maggio, quando anche un agente di Carvico si è trasferito in un altro Comune. A comporre la squadra, ora, sono solo in tre: un comandante, un vicecomandante e un sovrintendente.

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Anche il comandante ha chiesto il trasferimento

«Sarebbe necessario che le Amministrazioni di questi paesi investissero di più nella sicurezza – ha commentato Breda con disappunto – Dove la sicurezza è intesa in termini di risorse umane e non di videosorveglianza: senza qualcuno che le controlli, infatti, le telecamere servono a poco, ad esempio… Attualmente a Sotto il Monte è in corso un bando per la ricerca di un agente, ma la situazione resta comunque impossibile da gestire. Io stessa non sono incentivata a rimanere in questo corpo: oltre ad abitare a 35 chilometri di distanza, nel Consorzio in cui lavoravo prima avevo sotto il mio comando 40 uomini ed ero responsabile di numerosi servizi». Per questo motivo, qualche mese fa il comandante ha chiesto il trasferimento, che recentemente le è stato accettato. Questo significa che nella Polizia del Monte Canto potrebbero presto rimanere soltanto in due…