Dopo l’ultimo Consiglio comunale di Pescate, andato in scena lo scorso 29 novembre, il consigliere Roberto Redaelli – escluso lo scorso anno dal gruppo di maggioranza del sindaco Dante De Capitani – è tornato sull’argomento più importante delle variazioni di bilancio. Il consigliere, infatti, ha voluto spiegare ampiamente i motivi della sua scelta in merito al voto contrario al punto all’ordine del giorno.

Il commento del consigliere Roberto Redaelli

Egr. Direttore,

abbiamo letto il Vs articolo in relazione al consiglio comunale del 29.11 u.s. e vorremmo dare alcuni chiarimenti al fine di dare una più oggettiva analisi dell’argomento. La variazione di bilancio, ben la 5° in pochi mesi, non era solo relativa alle cifre che il borgomastro vi ha segnalato e da voi riportate nell’articolo, bensì parliamo di una variazione che prevedeva maggiori spese per € 64.098,00. Io e Molteni, oltre a non condividere questo tipo di gestione poco programmata (così come fatto presente nei passati consigli), abbiamo votato contrario al punto perché non siamo riusciti ad ottenere risposte e spiegazioni sulle varie voci di spesa alla base di questa ennesima variazione in corso d’anno.

Giusto per fare alcuni esempi (c’è ne sarebbero anche molti altri da fare ma non voglio essere tedioso): + 4.500 € di spese di riscaldamento, + 4.000 € di spese di elettricità, + 870 € di spese di telefono, ecc. Mi è sembrato normale chiedere i motivi di tali maggiori spese e percentualmente quanto incidevano sul totale speso annualmente. Nessuno della giunta ha saputo fornire alcun dato su quanto spendiamo annualmente in elettricità, riscaldamento, telefono, ecc. e nessuno si è posto il perché di tali spese ed il sindaco ha concluso semplicemente affermando che “come avviene in famiglia, quando arrivano le bollette le si pagano”. Con un tale tipo di gestione penso che una famiglia, o una azienda, non durerebbe molto… E’ evidente che, per esempio, le maggiori spese di riscaldamento ipotizzo siano dovute ai primi mesi dell’anno (e non alle ultime bollette) ed allora ci si chiede perché ci sia accorti solo ora di tale maggior spesa dopo che già nei mesi passati sono state realizzate ben 4 precedenti variazioni di bilancio. Nessuno ci ha risposto, concludendo in modo seccato poi di chiedere successivamente agli uffici comunali i numeri.

Stesso concetto per la variazione di 4.997 € per spese condominiali straordinarie per l’immobile ove ci sono le poste. Nessuno ha saputo spiegarci, in concreto, a cosa erano dovuto tali maggiori spese straordinarie; l’unica risposta avuta alla fine dal sindaco che in comune sarà arrivato il rendiconto dell’amministratore. Ma più in generale quello che noi non concordiamo è questo vivere “alla giornata” senza una programmazione e visione d’insieme. Viene presentato un bilancio programmando determinate opere, nel corso dell’anno non vengono realizzate le opere programmate e si realizzano continue variazioni spostando i soldi da un capitolo all’altro. Altro riferimento a Voi comunicato è che 20.000 € sono stati stanziati per il maltempo dello scorso mese. Anche tale dato non è corretto. In tale caso parliamo di una maggior spese al capito “manutenzioni strade” di € 21.640. Nel corso del consiglio è emerso che in tale cifra ci sono ricomprese una serie di spese che nulla c’entrano con il maltempo, come per esempio la realizzazione di una grata per la pianta “il murum” del costo di circa 3.000 € (importo significativo se sommato a quanto già speso), l’installazione di un cancello automatico al parco alla pescalina ed una serie di altri interventi di cui la giunta comunale non ha saputo dettagliare i vari costi, demandando i dettagli al tecnico comunale (chiaramente assente in occasione del consiglio). Quindi nessuno ha saputo dire quant’è la cifra, all’interno di tale capitolo, stanziata per portar via le radici delle piante cadute per il maltempo. E’ evidente che, a fronte di tutto quanto sopra esposto, senza riuscire ad ottenere dati e spiegazioni concrete e di fronte a spese che per nulla ci convincevano, io e Molteni non abbiamo potuto far altro che non avvallare tale ennesima variazione. Penso che qualunque cittadino al nostro posto avrebbe fatto lo stesso.

Vorrei spendere due parole anche sulla variazione relativa al regolamento di gestione del fondo Pescatesi bisognosi che non è proprio come vi è stata riassunta. Premetto che tale regolamento l’avevo realizzato io (così come ero stato io a creare tale fondo) ed era stato approvato all’unanimità da maggioranza e minoranza consigliare (allora presente); quindi era perfetto così com’era ed andava bene a tutti (maggioranza e minoranza). Come detto in consiglio, io e Molteni eravamo favorevoli a modificare / alzare l’importo dell’ISEE, non invece alla modifica dell’art. 5. L’art. 5 recitava, in riferimento ai membri di tale commissione: “…. È prevista la costituzione di apposita Commissione formata dal sindaco o dall’assessore ai servizi sociali, con funzione di Presidente, nonché dai capigruppo consiliari o loro delegati e dal parroco o suo delegato. Con l’attuale modifica ora il sindaco può continuare a presenziare o delegare il suo assessore, però il suo alterego (capogruppo di minoranza – quale era Enrico Valsecchi) no. Questa è una modifica democratica? E’ capitato in passato che se Enrico Valsecchi non poteva presenziare ad una commissione delegava il sig. Oddo o altro consigliere; mi sembra logico, come avviene in tutte le commissioni (e sottolineo tutte). Ancora più insensata sul tema è stata la risposta del borgomastro affermando che è una questione di privacy: prima di tutto tutti i consiglieri sono sottoposti al segreto d’ufficio nell’espletamento delle loro funzioni (quindi non solo i capigruppo, anche gli eventuali altri consiglieri delegati); ma soprattutto, è scritto nel regolamento che annualmente il sindaco deve relazionare il consiglio in riferimento a come vengono speso i soldi del fondo! Quindi è evidente che, per una questione di rispetto e correttezza nei confronti della futura minoranza, non potevamo avvallare tale modifica per noi non equa (il sindaco può partecipare o delegare il suo assessore, il suo alterego capogruppo di minoranza no). Lo stesso vale per l’aver tolto anche al parroco la possibilità di delega. Il Parroco era stato messo in tale commissione all’origine su mia proposta. E’ evidente che la parrocchia / caritas sono le persone più informate delle situazioni / casi difficili che spesso i servizi sociali del paese neanche conoscono. E’ ovvio che sono loro le persone informate ed è altrettanto ovvio che poteva capitare che il Don delegasse una di loro (persone di sua fiducia e massimo rispetto in paese); come capitava che il Don quando partecipava, ai tempi in cui io facevo parte di tale commissione, dicesse appunto che avrebbe chiesto a tali persone perché lui non poteva sapere sempre tutto. E’ evidente che loro già conoscono tali casi (visto che già li aiutano). Ora ci si inventa di togliere la possibilità di delega anche al Parroco, così da toglierla anche alla minoranza (però al sindaco no, lui può continuare a presenziare o delegare il suo assessore).

E’ evidente che, a fronte di tali modifiche, non eque per la minoranza, io e Molteni non abbiamo potuto far altro – una volta fatta presente l’irragionevolezza della modifica in consiglio – che non avvallare la modifica del regolamento. L’art. 5 del regolamento era stata approvata all’unanimità da maggioranza e minoranza e quindi non aveva senso modificare ora tale passaggio (con la minoranza assente e che non poteva neanche difendersi). Vorrei tanto sapere cosa ne pensa l’ex sindaco ed ex capogruppo di minoranza Enrico Valsecchi su tale modifica. Io e Molteni ragioniamo con la nostra testa e votiamo in base a ciò che riteniamo più giusto, equo e democratico nell’interesse del nostro paese (non per principio, come qualcuno va in giro a raccontare).

Penso che ora che hanno tutti gli elementi, i cittadini capiscano concretamente il motivo del nostro voto contrario. Tanto si doveva per una oggettiva informazione ai Pescatesi.