Paese in vendita per marketing: c’è chi dice no! A partire dal consigliere Regionale Raffaele Straniero che critica senza mezzi termini la strategia utilizzata.

Sì al merito, no al metodo

“Niente da contestare circa l’iniziativa di un operatore privato di portare la banda larga nei piccoli comuni italiani per non lasciarli tagliati fuori del mondo e spostare l’attenzione sui nostri borghi a rischio spopolamento. Ma rimane lo sgomento per il metodo, che in qualche modo ha messo alla berlina il paese di Esino Lario e lo ha utilizzato per un’operazione tutto sommato pubblicitaria”, è il commento a caldo di Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd, al termine della conferenza stampa dell’operatore Eolo con il sindaco di Esino e Anci Piccoli comuni. “La preoccupazione che tutta la vicenda ha provocato negli abitanti, nel parroco, che si vedeva ‘messa in vendita’ una sua proprietà, l’eco mediatica forse persino eccessiva, che pare nemmeno gli ideatori dell’iniziativa si aspettassero, non sono state un bel momento per la comunità di Esino. Si poteva procedere in altro modo e ottenere lo stesso un bel risultato”, continua Straniero.

L’assenza del Governatore Fontana non è passata inosservata

“Apprezzo invece che la Giunta regionale sia rimasta da parte, nonostante fosse annunciata alla conferenza stampa la presenza del presidente Attilio Fontana. Ora mi aspetto che venga quanto prima data risposta alla mia interrogazione che vuole fare chiarezza definitiva su tutta questa spiacevole vicenda”, conclude il consigliere Pd.

“Non ci meritiamo tutto questo”

“Noi non abbiamo bisogno, noi non meritiamo le conseguenze di una iniziativa, che, non a caso, è divenuta, come avevamo ipotizzato, una gogna mediatica fuori controllo, che ha messo sotto tiro il nostro essere paese di montagna” commentano i membri del gruppo consiliare Tutto per Esino.”Il “noi” rappresenta, non solo un diverso schieramento politico all’interno del consiglio comunale, ma un pensiero e uno stato d’animo di molti Esinesi e non, che ci hanno palesato condividendolo con noi negli ultimi cinque giorni. Ci facciamo portavoce, dunque, di tutti coloro che prendono nettamente le distanze da questo modo di fare, voluto e pianificato dalla maggioranza e dalla giunta e lo facciamo indipendentemente dagli obbiettivi, dalle nobili cause e dai risultati, qualsiasi essi siano o saranno”.

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Il fine non giustifica i mezzi

“Siamo preoccupati per le conseguenze che questa iniziativa mediatica sta avendo sul paese reale e sulla nostra Comunità. Comunità che ha, nelle sua interezza, per millenni sempre condiviso le riflessioni e le decisioni di azioni rivolte all’interno e all’esterno di essa. Lo ha sempre fatto proprio in quel luogo dove ora giace un ridicolo annuncio di svendita di uno dei nostri più cari simboli della Fede, nel crocevia davanti alla chiesa di quel San Nicola, che la Fede ce l’ha annunciata. La rete di internet ha moltiplicato gli oltraggi ai simboli di rappresentanza istituzionale, storica e religiosa, lasciando senza tutela le sensibilità di varia natura. Il fine non giustifica i mezzi, soprattutto se di mezzo vanno Fede, Valori e Memoria Storica”.

 

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