“L’ospedale Mandic di Merate non ha bisogno di essere salvato perché non rischia nulla, né la chiusura del Pronto Soccorso, né quella del punto nascita che garantisce 650 parti l’anno (ben al di sopra dei 500 richiesti).
Le recenti polemiche sono incomprensibili e legate presumibilmente alla campagna elettorale”.  Lo afferma l’assessore al Welfare della Regione Lombardia  Giulio Gallera in relazione alla manifestazione prevista per domani nei pressi di Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale.

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Ospedale di Merate, Gallera “Incomprensibile protesta”

“Come si può manifestare – prosegue l’assessore – per un rischio che non sussiste? Fra l’altro, l’allarmismo viene creato ad arte citando a sproposito e in modo strumentale la delibera regionale 1046/2018 sulle regole del sistema socio sanitario. La citata norma sui ‘100 accessi giornalieri’ definisce l’assetto delle dotazioni del presidio in base ai numeri effettivamente realizzati. Essa è pensata a tutela dei poli ospedalieri, a beneficio dei pazienti e del personale, e deve essere considerata nella cornice di sistema dell’intera normativa di riferimento”.

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“Il Mandic non subirà chiusure e tagli”

“Oltre al fatto che non si chiude nulla, l’unico elemento certo –  conclude l’assessore – è il piano degli investimenti che ha coinvolto in questi ultimi anni l’ospedale meratese. Un piano predisposto dalla Regione Lombardia con la direzione generale dell’ASST di Lecco e che ha riguardato le strutture, le apparecchiature e il capitale umano. I reparti al Mandic vengono ampliati, non penalizzati. Basti pensare alla recente apertura di 8 nuovi posti letto di pneumologia”.