Neppure il tempo di brindare alla conquista delle Olimpiadi invernali a Milano-Cortina e Lorenzo Riva, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, si è incaricato di suonare la sveglia alla molteplicità di soggetti chiamati in causa a diverso titolo. Dai peana all’invito alla concretezza, attraverso un promemoria rinverdito all’incontro promosso dal PD in prospettiva dell’evento.Vale la pena di ricordare come Riva viva un’esperienza che gli assegna un ruolo strategico: la fusione delle due Associazioni, datata 2015, ha fatto da apripista a una politica di sinergie che torneranno assai utili fra sei anni.

Olimpiadi: Lecco e Sondrio alleate, ma Como sta a guardare?

Ma c’è di più. Lorenzo Riva è anche vicepresidente della Camera di Commercio di Como-Lecco ed io credo che l’altro ramo del Lario non debba essere escluso dalla partita olimpica. Se c’è un tema che lo stesso Riva ha sollecitato più volte è quello che riguarda il turismo e la ricettività alberghiera. Sotto questo profilo Como può darci lezioni sia in termini di mentalità che di professionalità, perché il rapporto fra noi e Como è come quello che intercorre fra lo yacht di Onassis e una bagnarola.

Le infrastrutture

È persino ovvio sottolineare come la questione delle infrastrutture sia il cuore di questa avventura che sarebbe bene curare nei tempi e negli strumenti per trasformarla in un’impresa non velleitaria. Nei giorni scorsi Trenord ha manifestato le proprie scuse ai pendolari per i disagi di queste settimane.  Scuse accettate sul piano formale ma respinte al mittente, nella sostanza, dai destinatari.

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Qual è il succo? Immaginate i disagi, per esempio con i condizionatori dell’aria che saltano, e con le carrozze in versione frigorifero, trattandosi di giochi invernali, e immaginate le previste migliaia di turisti stranieri che affollano stazioni e treni diretti e regionali. Magari arriveranno in Valtellina, ma con un bel nodo al fazzoletto rituale, valido ad ogni latitudine, si ricorderanno di cancellare Bormio e dintorni dalla loro agenda.

Maledetta burocrazia

In ultima analisi, per vincere la sfida, Istituzioni e privati dovranno operare in sincronia e sintonia ed è bene a mio avviso che i ritmi dell’impresa siano presi a prestito dal mondo della politica perché le aziende sono abituate a quotidiane battaglie per restare sul mercato, mentre gli amministratori, quali che siano le Istituzioni, sono più inclini a traccheggiare, e a prorogare le scelte.

E poi c’è l’avversario di sempre che è la maledetta burocrazia, capace di trasformare anche un evento olimpico in una Fabbrica del Duomo.

Marco Calvetti