Controversia

Oggiono, segnalazioni di celebrazioni religiose al capannone: la minoranza richiede verifiche urgenti

“Le regole devono valere per tutti. Non ci possono essere cittadini o associazioni più tollerati di altri”

Oggiono, segnalazioni di celebrazioni religiose al capannone: la minoranza richiede verifiche urgenti

Tornano le polemiche riguardanti il capannone di Oggiono, già oggetto di dibattito politico locale. Nella mattinata di giovedì 27 maggio 2026, diversi residenti hanno segnalato la diffusione di preghiere e celebrazioni religiose legate alla Festa del Sacrificio all’interno della struttura.

Richieste di chiarimenti da parte della minoranza

Secondo quanto riportato dai consiglieri di minoranza, Alessandro Negri, Debora Acerbi, Laura Commodo e Chiara Corti, si tratterebbe di attività religiose svolte in un immobile non formalmente autorizzato come luogo di culto. Le segnalazioni riguarderebbero in particolare rumori e attività iniziate intorno alle 6:00 del mattino, tutte collegate alla Festa del Sacrificio.

La vicenda ha riacceso le richieste di chiarimento rivolte all’amministrazione comunale. I consiglieri di opposizione chiedono verifiche urgenti sulla natura dell’utilizzo del capannone e sulla sua conformità alle norme urbanistiche e regionali relative ai luoghi di culto.

“Se quello spazio viene utilizzato stabilmente per attività religiose, allora deve rispettare le norme urbanistiche e regionali previste per i luoghi di culto, esattamente come avviene per chiunque altro. Le regole valgono per tutti. Non possono esistere cittadini o associazioni più tollerati di altri soltanto perché politicamente comodi o “amici” dell’amministrazione. La trasparenza e il rispetto dei regolamenti comunali non possono essere piegati a convenienze di parte”, affermano gli esponenti della minoranza, sollecitando l’intervento della Polizia Locale e degli uffici tecnici competenti.

Secondo i firmatari della nota, qualora l’immobile fosse utilizzato stabilmente per attività religiose, dovrebbe rispettare le normative previste per i luoghi di culto, in particolare per quanto riguarda il rispetto delle norme sulla quiete pubblica nelle fasce orarie mattutine. In caso di irregolarità, viene richiesto un intervento dell’amministrazione comunale per le necessarie verifiche.

La minoranza specifica inoltre che la richiesta di controlli non è rivolta contro una specifica comunità religiosa, ma riguarda esclusivamente il rispetto delle regole e delle procedure amministrative. In assenza di risposte tempestive, i consiglieri annunciano la possibilità di rivolgersi agli organi competenti superiori.

A intervenire sulla vicenda sono stati anche alcuni esponenti politici della Lega, tra cui Silvia Sardone, Mauro Piazza e Roberto Paolo Ferrari, che in una loro nota esprimono preoccupazione per l’uso dell’immobile e chiedono verifiche da parte del Comune. “Siamo alle solite: secondo i progressisti filo-islamici le regole devono valere solo per gli italiani? A loro si vieta di usare il tagliaerba perché disturba i vicini, ai musulmani si concede addirittura l’altoparlante per il richiamo alla preghiera. Questa disparità di trattamento è vergognosa. Ci aspettiamo ora che il Comune intervenga immediatamente, come richiesto dai consiglieri di minoranza, per le opportune verifiche sulle modalità di utilizzo del capannone in questione e anche per multare la comunità islamica che se ne è fregata delle norme sul rispetto della quiete pubblica.”