Dalle 8 alle 10 di oggi, venerdì 4 ottobre 2019 è stato proclamato uno sciopero dei lavoratori dell’ASST di Lecco dalla RSU aziendale e dalle OO.SS. FP CGIL Lecco-CISL Monza Brianza-UIL FPL del Lario-NurSind Lecco-USB PI-FSI-Nursing UP-NurSind. Coinvolti gli ospedali di Lecco, Merate, Bellano.

Al momento fuori dai presidi ospedalieri sono in corso le manifestazioni di protesta e i picchetti organizzati dalle sigle sindacali.

Gli scioperanti fuori dal Manzoni di Lecco

 

Il picchetto al Mandic di Merate

La protesta a Bellano

Oggi lavoratori in sciopero negli ospedali di Lecco, Merate, Bellano

L’Asst garantirà ai propri utenti l’erogazione delle cure e dei servizi indispensabili oltre a quelli aventi carattere di emergenza-urgenza, hanno  fatto sapere dall’azienda ospedaliera di via dell’Eremo  che ha segnalato  “però il rischio di possibili disagi e rallentamenti nell’erogazione delle prestazioni ordinarie negli Ospedali di Lecco, Merate e Bellano e in tutte le sedi territoriali di competenza aziendale”.

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La posizione della Cisl Monza e Brianza – Lecco

«I lavoratori – spiegano Franca Bodega e Lucia Pezzuto Fp Cisl – scioperano per protestare contro lo smantellamento del servizio sanitario pubblico. Non possiamo accettare i continui tagli per l’assunzione del personale, il continuo taglio del diritto al part-time, la frequente modifica dell’orario di lavoro e la frequente attivazione della mobilità d’urgenza».Un contesto di forte stress per i lavoratori di fronte al quale però non vengono attivati ambulatori per l’assistenza dei dipendenti. Quando è necessario prendere decisioni in merito al contratto l’azienda lo fa sempre in danno dei lavoratori. Da tempo, per esempio, chiediamo che si applichi un piano di riduzione dello straordinario e delle ferie accumulate, che si fermi l’esternalizzazione dei servizi e si curi maggiormente la sicurezza dei lavoratori. Ogni nostro sforzo è stato finora vano. Con questo sciopero vogliamo far risaltare la difficile situazione nella speranza di essere ascoltati dalla direzione».

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Cgil Lecco

“Il cuore della protesta è il personale, l’attenzione da dargli: bisogna finirla di considerare lavoratrici e lavoratori come accessori, quando sono il motore che fa girare i servizi”  spiega Catello Tramparulo, Segretario Generale della Fp Cgil Lecco. Le problematiche sono sempre quella lanciate nel corso della conferenza  unitaria di luglio ovvero: “il taglio di 650 mila euro sul costo del personale, le carenze di organico cui si supplisce cambiando l’orario dei servizi e non magari assumendo tramite graduatoria esistente, l’assunzione di operatori socio sanitari per il periodo estivo attraverso agenzie interinali. Altre rivendicazioni vertono sull’attivazione indiscriminata, da parte della direzione aziendale, della mobilità d’urgenza, ma anche sul non aver assegnato il lavoro part time – aggiunge il sindacalista. E ancora “vogliamo parlare di straordinari e ferie che i lavoratori non riescono a smaltire, o di indennità previste dal contratto nazionale che non vengono erogate, tipo l’indennità tre turni? L’ambulatorio stress lavoro correlato perché non è stato aperto? Il progetto accoglienza dov’è finito? Insomma di carne al fuoco ce n’è molta, senza dimenticare le esternalizzazioni dei servizi che vanno fermate in difesa della sanità pubblica. Il suo perimetro si fa sempre più stretto e questo va a compromettere il diritto universale alla salute dei cittadini”.