Ricorre quest’oggi, 23 febbraio, il 50esimo tragico anniversario della tragedia del San Martino a Lecco. correva l’anno 1969 ed era la”notte di sabato grasso”. O meglio le prime ore della prima domenica di Quaresima. E’ infatti attorno all’una e mezzo di notte che una frana si stacco dal monte San Martino travolgendo una casa. Morirono sette persone. Tre povere famiglie in lutto al quale si associò l’intera città con solenni funerali.

La disgrazia del San Martino

Il sindaco Virginio Brivio ha ricordato l’anniversario nella sua newsletter.  “Quel tragico evento accentuò la paura che la montagna, richiamata dall’Abate Stoppani ne “Il bel Paese” e dallo stesso Alessandro Manzoni, potesse per davvero segnare il destino della fascia urbana sorta ai suoi piedi” sottolinea il primo cittadino. L’edificio sventrato dalla slavina era denominato Casa del sole e si trovava alle pendici del monte, in via Stelvio. La zona, giusto per il pericolo di frane, era stata interdetta alla residenza fin dal 1935. Tuttavia alcune famiglie di immigrati dal sud, tra le quali quelle morte quella notte, si erano ridotte ad abitarci, non potendosi permettere affitti più alti in zone più sicure.

Il Comune contro il rischio idrogeologico

“Da allora   abbiamo guardato al San Martino con ancor più attenzione. La “missione” amministrativa divenne quella di ingabbiare il monte marcio e di costruire un vallo che, letteralmente, “parasse” i massi che incombevano minacciosi” ricorda Brivio. Invero il vallo già esisteva nel 1969 e fu proprio grazie ad esso che i massi non rotolarono oltre facendo più danno. Brivio ha comunque ricordato il ruolo e l’impegno, in quell’azione amministrativa di prevenzione del rischio idrogeologico,  del compianto onorevole Vittorio Calvetti, ” relatore della legge per il San Martino e, insieme, della salvaguardia dei Sassi di Matera. Inoltre chi governò il Comune dopo quegli anni (il Sindaco di allora era Alessandro Rusconi) si trovò ad affrontare le varie fasi di un’opera e di un cantiere sempre aperto”.

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I recenti lavori a Rancio e a Pradello

L’attenzione al San Martino è poi continuata negli anni. “Ha portato, fra le altre cose, agli interventi da poco conclusi a Rancio e in località Pradello, dove sono state realizzare le opere di manutenzione straordinaria delle reti paramassi presenti e sono state posizionate nuove installazioni a protezione della caduta massi” rammenta il sindaco. “1,2 milioni di euro stanziati, la proficua collaborazione di Comune e Regione che ha finanziato i lavori, e la determinazione di chi sa che la prevenzione, in questo ambito, è tutto. I lavori, iniziati il 7 giugno 2018, sono proseguiti ininterrottamente per tutta l’estate e sono terminati a gennaio. Toccherà ai prossimi amministratori ricordarsi sempre (e non ho il minimo dubbio che lo faranno) che il monte è geologicamente fragile e che la vigilanza deve essere sempre attenta e lungimirante”.