È un bilancio estremamente positivo quello che può tracciare al termine dei suoi nove anni di guida Mauro Colombo, presidente uscente di Silea Spa, la società a totale capitale pubblico che si occupa della gestione del ciclo integrato dei rifiuti per gli 87 comuni della provincia di Lecco, oltre a Lasnigo, Pusiano e Torre de’ Busi. Un bilancio fatto di numeri e cifre, che attestano la crescita costante dell’azienda, arrivata quasi a raddoppiare in dieci anni il fatturato (da 24 milioni di euro nel 2009 a quasi 44 milioni nel 2018) e a far lievitare l’utile (da 18 mila Euro dopo le imposte nel 2009 a 4 milioni e 300 mila nel 2018, con risorse di cassa pari a 25 milioni di Euro), accrescendo nello stesso periodo in modo significativo i servizi offerti.

«È stata una sfida che abbiamo vinto insieme a tutta la struttura, a cominciare dal direttore generale Marco Peverelli, e a tutti i componenti del Consiglio di amministrazione, che in questi anni mi hanno affiancato con competenza e unità di intenti – afferma Colombo – Abbiamo fatto crescere Silea e l’abbiamo portata a essere protagonista della gestione del ciclo integrato dei rifiuti in tutta la provincia. Una società capitalizzata, che produce occupazione, che svolge con professionalità e qualità i propri servizi, che dà utili e che ha una serie di impianti di proprietà tecnologicamente all’avanguardia. Un vero gioiello per il territorio, come anche recentemente ci è stato riconosciuto dall’assessore all’Ambiente di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo».

Nell’ultima assemblea, sono stati in molti gli amministratori pubblici che hanno riconosciuto il positivo lavoro svolto da Silea sotto la sua
guida. «Anche questa è una grande soddisfazione, per me e per tutti i miei collaboratori. Del resto, voglio evidenziare come in questi 9 anni i
rapporti con i Comuni soci siano sempre stati di positiva collaborazione, pur nel confronto. Non a caso, le delibere assunte nelle assemblee
sono state quasi tutte all’unanimità».

Qual è il risultato di cui va più fiero?

«In primo luogo la decisione di aver acquisito da un socio privato il 49 per cento dell’impianto di compostaggio di Annone Brianza, che ora è totalmente di Silea. È stata una scelta lungimirante, che ci ha permesso da un lato di far comprendere come Silea sia fortemente orientata al riciclo, e dall’altro di sviluppare la raccolta del verde e dell’umido, che oggi interessa ben 28 mila tonnellate, producendo del compost di qualità».

Oltre all’acquisizione dell’impianto di compostaggio?

«Certamente l’essere riusciti a portare a termine l’iter per la pubblicazione del bando per il teleriscaldamento. In questo senso, il mio dispiacere è quello di non poter gestire la sua realizzazione».

Una scelta difficile, molto avversata soprattutto a livello di opinione pubblica, quella del teleriscaldamento

«In realtà sul teleriscaldamento si è combattuta più che altro una battaglia ideologica e di retroguardia, basata in molti casi su informazioni sbagliate e su molte falsità. All’origine di tutto sta un preconcetto: quello di credere che il teleriscaldamento fosse un modo per volere a tutti i costi mantenere in vita il termovalorizzatore, paventando danni alla salute che per altro le indagini epidemiologiche ufficiali hanno apertamente smentito. In realtà non c’è connessione tra questi due aspetti: tanto è vero che, nell’indirizzo che l’Assemblea dei Comuni Soci ha assunto, chi si occuperà della costruzione della rete del teleriscaldamento e della sua gestione, dovrà farsi carico di individuare fonti energetiche alternative al termovalorizzatore per il suo funzionamento. E le sette manifestazioni d’interesse che abbiamo ricevuto dimostrano che è una strada possibile. D’altra parte, oggi è davvero un assurdo che si disperdano nell’ambiente 70 mila MWh termici, senza pensare ai benefici che il teleriscaldamento, in tutti i in cui è stato attuato, determina in termini di riduzione delle emissioni di CO2 nell’aria. Questa energia termica potrebbe sommarsi ai circa 75 milioni di kW di energia elettrica che attualmente produciamo e in gran parte rivendiamo»

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Ma quando il termovalorizzatore cesserà di operare?

« L’Autorizzazione Integrata Ambientale attualmente in vigore è valida fino al 2032. Il problema è che non possiamo dimenticare che viviamo in una società dei consumi, e dunque dei rifiuti. E che, senza il termovalorizzatore, non ci sarebbe stata soluzione per i rifiuti non riciclabili prodotti in provincia. Da parte nostra ci siamo fortemente impegnati in questi anni per sviluppare le raccolte differenziate, potenziando quelle esistenti ed introducendone di nuove. Siamo arrivati al 70,2% di differenziazione, ma siamo ancora lontani dalla soglia che ci permetterebbe di rinunciare al termovalorizzatore».

Ha parlato di impegno per le raccolte differenziate. In cosa ha consistito?

«Nel 2010 abbiamo avviato la sperimentazione della raccolta del vetro «porta a porta» in alcuni comuni e incentivato la raccolta dei piccoli raee nelle aree ecologiche comunali: due servizi poi estesi in tutta la provincia.

Nel 2016 abbiamo avviato in alcuni Comuni la sperimentazione dell’applicazione della «tariffa puntuale», che ora estenderemo nei Comuni facenti parte di bacini omogenei da 20 mila abitanti interessati. Nel 2018 abbiamo avviato la raccolta della carta mono-materiale mediante contenitore rigido giallo in tutti i comuni soci e la sperimentazione della raccolta delle capsule in alluminio del caffè, per la quale abbiamo ricevuto anche un riconoscimento nazionale. Sono stati passaggi importanti, accompagnati da una politica di riduzione dei corrispettivi ai Comuni che nel 2009 erano di 75 € medi a tonnellata e che nel 2018 sono stati di 58 € medi a tonnellata, premiando sempre le raccolte differenziate e penalizzando quella di rifiuti non riciclabili».

Qual è stata una tappa decisa per lo sviluppo di Silea?

«Certamente aver ottenuto l’affidamento da parte di tutti i Comuni soci del servizio di raccolta dei rifiuti fino al 2029. Questo ci ha permesso di proporci, secondo quanto la stessa Regione Lombardia ci indicava, come gestori del ciclo integrale dei rifiuti, garantendo servizi migliori e soprattutto una integrazione tra le diverse fasi del ciclo».

Da imprenditore e manager, di cosa va più fiero?

«Dei risultati economici conseguiti, che ci hanno permesso, in questi 9 anni, di investire con mezzi propri, più di 11 milioni di euro per il miglioramento e l’aggiornamento tecnologico di tutti gli impianti».

E come pubblico amministratore?

«Di aver contribuito in modo concreto all’educazione ambientale dei cittadini, a cominciare dai più giovani. Sono oltre 5 mila ogni anno i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado della provincia a essere interessati dalle nostre lezioni e dai nostri laboratori a scuola in tema di educazione ambientale: da come produrre meno scarti a come riciclare e riutilizzare i rifiuti prodotti. Abbiamo una collana editoriale per i più piccoli, una forte integrazione con gli insegnanti, concorsi che premiano le scuole e i comuni «più ricicloni». Abbiamo sottoscritto una collaborazione con ANACI per arrivare in tutti i condomini e fare educazione ambientale e ai nostri open day partecipano ogni anno centinaia di famiglie. Siamo presenti ad Agrinatura a Lariofiere e alla Sagra delle Sagre, per far conoscere i nostri strumenti. Siamo convinti che, se educhiamo e sensibilizziamo i più piccoli, contribuiamo a diffondere una maggiore sensibilità eco-ambientale anche nelle famiglie e introduciamo comportamenti quotidiani che puntano a ridurre gli sprechi e, dunque, i rifiuti. Il futuro sarà più sostenibile solo se tutti cambieremo il nostro modo di vivere nella quotidianità».