Sono stati resi noti questa settimana i benemeriti lecchesi del 2018, ovvero coloro che il prossimo 2 dicembre riceveranno i Nicolini d’Oro. Si tratta  del Gruppo Età d’Oro (GEO) dei Seniores del Club Alpino Italiano di Lecco (nella foto di copertina), di Giuseppe Scaioli anima del Coro Grigna e di Giovanni Leoni, fondatore nel 1985 dell’Associazione onlus La Goccia (leggi qui tutti i particolari e guarda le foto). Personaggi e realtà legate a doppio filo al mondo del volontariato. E proprio su questo punto ha messo l’accento il sindaco Virginio Brivio parlando proprio del premio di quest’anno.

Nicolini d’oro 2018, Brivio: “Il nostro grazie al mondo del volontariato”

Ecco l’intervento del primo cittadino lecchese sulle benemerenze

 

“So per esperienza che l’assegnazione delle benemerenze lascia spesso uno strascico di insoddisfazioni, a volte di polemiche. Evitando accuratamente di entrare nel merito delle scelte di questo 2018 per le quali “risponde” una giuria qualificata e autorevole, mi pare di poter dire che i benemeriti di quest’anno corrispondono ai criteri e allo spirito del premio.

Non mi sfugge che nel passato il riconoscimento sia stato assegnato a figure di primo piano con una valenza nazionale e internazionale. Se individuassimo oggi in qualsivoglia segmento della vita sociale, culturale, professionale, persone o realtà capaci di portare in alto il vessillo di Lecco non esiteremmo a renderlo benemerito.

Ma tornando a questi giorni mi sento di dire che l’atteggiamento del mondo del volontariato interpreti fino in fondo quella sensibilità e quella inclinazione al “sacrificio” che è ormai un carattere distintivo della nostra comunità. Direi di più: il premio ad associazioni e figura impegnate su questo versante intende esprimere il nostro grazie al variegato e complesso mondo dei volontari. Così come tornano esaltati il filone musicale e quello della montagna.

Mi auguro che nessuno possa contestare queste peculiarità di Lecco, dove tornerà sempre arduo premiare un… marinaio, con tutto il rispetto per chi va per il lago!

Quello che mi preme però sottolineare è lo spirito che anima una cerimonia di per sé consueta e che solo uomini e donne generose e sensibili possano concorrere ogni anno e rinverdire. E anche per questa ragione sono contrario all’opinione di chi preferirebbe una sorta di selezione verso l’alto, mentre certe testimonianze umili, laboriose, silenziose ci richiamano a quella sfera dei doveri che spesso la frenesia del nostro tempo e un più o meno celato egoismo ci impediscono di condividere fino ad ignorare sofferenze e anche gioie di chi ci passa accanto”.

Virginio Brivio