Una passione… strisciante.  Passateci il termine, perché Omar Garavelli e la moglie Arianna Pantano gli animali li amano tutti quanti, ma per i serpenti hanno una vera e propria predilezione tanto da possederne 12, tutti constrictor (quelli velenosi in Italia sono vietati). E con la speranza, in futuro, di potersi trasformare in allevatori amatoriali. Tra l’altro loro rettili (nove pitoni reali, due boa e un birmano) risiedono in una stanza personalizzata al primo piano di casa Garavelli, un’elegante villetta in via Parini a Oggiono.

Nella cameretta dormono… i serpenti

Nel cuore di Omar e Arianna non ci sono solo i ofidi, ma anche due Pastori Maremmani e due bei micioni. Tutti insieme appassionatamente si potrebbe dire. A rivelare la presenza di Betty (i nomi degli animali li sceglie tutti Arianna), un boa birmano albino è stato lo stesso Omar che ha salutato l’estate postando sulla pagina Facebook «Sei di Oggiono se…» l’immagine del serpente in un’aiuola del giardino. Un post diventato virale che ha scatenato una salva di commenti e tanta preoccupazione.

 

Qualcuno ha pure preso il telefono e chiamato i carabinieri. Garavelli ha risposto puntualmente sfatando anche qualche mito e pure qualche fake news. E ringraziando pure chi ha mandato le forze dell’ordine a casa sua. «Naturalmente ho tutti i documenti in regola – ci spiega con orgoglio – e la relazione dei carabinieri forestali lo attesta. Diciamo che ho raggiunto lo scopo di riuscire a far conoscere i serpenti, animali straordinari». Omar ama i rettili fin da bambino e dal settembre dello scorso anno ha deciso di allevarli, documentandosi e realizzando con le sue mani una rack, ovvero una casa per alloggiarli.

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La vita con i rettili

«La prima cosa che bisogna imparare è che boa e pitoni non amano grandi spazi, necessitano di piccole tane sempre in ombra (sono prevalentemente animali notturni) e che quindi devono avere una rack umida, riscaldata in un punto e più fresca in altro, affinché si possano termoregolare». Per il cibo Omar sfata un altro mito. «Non mangiano animali vivi, io ordino conigli e topolini surgelati, che poi scongelo prima di somministrarli. Si nutrono mediamente una volta alla settimana».

 

 

E aggiunge. «Sfatiamo anche la leggenda metropolitana del pitone che si stende accanto all’uomo nel letto per prenderne le misure: in natura quando mai si vede una situazione simile? Affinché uno di questi rettili giunga a mangiare un uomo deve raggiungere dimensioni elevate… molto elevate». La cosa essenziale, secondo i due coniugi, è educare gli animali. «Sì, anche boa e pitoni possono essere educati. vanno abituati alla presenza dell’uomo, ad essere presi e accarezzati. Non bisogna aprire la teca solo per dar loro da mangiare, perché così facendo si pongono ogni volta in atteggiamento predatorio. Quello che la gente deve capire è che i serpenti non sono aggressivi, ma attaccano solo per proteggersi».