La vocazione turistica del Lario lecchese  dipende dalla efficienza del servizio di navigazione del lago. Ne è convinto il neo onorevole Alessio Butti che al tema ha dedicato la sua prima conferenza stampa organizzata nel collegio che il 4 marzo lo ha eletto a Montecitorio.

Mozione sulla navigazione del lago

Giovedì scorso Butti ha annunciato di essersi fatto promotore in Parlamento  di una mozione. Obiettivo l’attuazione del trasferimento della gestione governativa del trasporto pubblico lacuale alle regioni. Nel caso del lago di como e Lecco alla Regione Lombardia. La proposta è stata illustrata all’Hotel Promessi Sposi di Malgrate. Location non casuale. Padrone di casa è stato Fabio Dadati,  titolare dell’esercizio affacciato sul lungo lago, attivo promotore delle potenzialità turistiche del ramo lecchese del Lario. “Il tema della mobilità è determinante” ha rimarcato. Senza interconnessione tra trasporto aereo, ferroviario e lacuale non si può essere competitivi. E Malgrate nel suo piccolo attende da ormai due anni che si realizzi il promesso attracco del battello.

Al centro Fabio Dadati e Alessio Butti

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La legge c’è ma è ferma

La mozione di Butti parte da uno stallo. Quello della Commissione VIII del Parlamento, già chiamata a effettuare la ricognizione dei beni necessaria per poter regionalizzare la gestione. “La legge già c’è ma l’iter di attuazione  negli ultimi cinque anni si è bloccato” ha spiegato. Occorre ripartire, e oltre alla mozione potrebbe volerci una nuova proposta di legge. “Stavolta occorre definire i tempi per portare a termine il passaggio. Un accordo di programma per stabilire quanto il Ministero dovrebbe investire per  trasferire tutto alla Regione. All’epoca si era parlato di una cifra iperbolica. 200 milioni di euro”.

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Un progetto a firma Politecnico per regolazione delle acque

La mozione non è la sola iniziativa di Butti per rilanciare il lago. L’onorevole ha accennato anche al problema della regolazione dei livelli del lago. Problema grosso, di cui si parla da almeno vent’anni. Senza rimedio. La soluzione di un progetto di legge pare siano osteggiata da diversi soggetti. “Consorzio dell’Adda, una serie di cooperative legate a Legacoop, Edison, Enel, chi insomma utilizza l’acqua nell’agricoltura e la sfrutta per creare energia” ha spiegato Butti. occorre superare lo scoglio. In primis occorre un progetto e senz’altro va affidato al Politecnico di Milano. Costo stimato 200mila euro. “Chiederemo a Lombardia di investire qualcosa. L’acqua èè una risorsa straordinaria, è indispensabile disciplinarne l’uso”. Da studiare anche un sistema assicurativo dei danni, a ristoro dei Comuni alle prese con la manutenzione ordinaria e straordinaria delle sponde. “Qualcuno dovrà pur pagare” ha detto Butti. Il finanziamento potrebbe arrivare da un bando europeo,  “Progetto life”. “Entro la metà di maggio si avrà una idea un po’ più chiara. Non è un progetto contro qualcuno, ma per valorizzare una risorsa, quella dell’acqua, e garantire il rispetto di qualche diritto che pure esiste”.

La Camera di Commercio ente di raccordo e sintesi

Indispensabile in tutto ciò coinvolgere gli enti pubblici territoriali. “Il discorso è allargato a Como, Sondrio e alla Valtellina, al Consorzio dell’Adda, alla Regione Lombardia e al Politecnico: occorre fare squadra”. occorre però soprattutto unente di raccordo e sintesi. per Butti l’oniore e l’onere dovrebbe essere assunto dalla Camera di Commercio di Lecco e Como.

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