Motocross illegale nei boschi tra Barzago e Bulciago, le Amministrazioni intervengono per risolvere il problema.

Motocross illegale nei boschi

Nel pomeriggio di ieri, sabato 2 marzo, si è svolto il primo sopralluogo per permettere alle Gev (Guardie Ecologiche) del Parco Valle del Lambro di conoscere il territorio compreso tra Barzago, Bulciago e Garbagnate Monastero, noto come “Valmara”.  Gli assessori all’Ambiente e all’Ecologia Mirko Ceroli di Barzago e Tonino Filippone di Bulciago avevano deciso, insieme ai colleghi del Plis della Valletta di promuovere un’azione significativa e concreta per arginare il fenomeno del motocross non autorizzato tra i campi arati e i boschi della zona.

Primo sopralluogo con le Gev

Il Parco Valle del Lambro, su esplicita richiesta degli assessori all’Ambiente, ha così inviato le prime Gev sul posto, in modo da acquisire informazioni dirette circa gli ingressi alle aree agricole interessate. Nei giorni scorsi erano infatti pervenute in Comune anche segnalazioni fotografiche e scritte circa il problema che in questo periodo, complice l’arrivo della primavera, si sta ripresentando. Il sopralluogo ha subito centrato l’obiettivo: fermate due coppie di motocross in due punti diversi. Dopo aver acquisito alcuni dati, gli stessi sono stati fatti allontanare, riportandoli sulle strade asfaltate tra Barzago e Costa Masnaga; nel contempo anche una pattuglia dei Carabinieri ha monitorato la situazione e gli spostamenti delle moto.

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Previste altre azioni congiunte

L’obiettivo era di far passare il messaggio che i controlli ora saranno più frequenti e che le aree agricole sono tutelate dalla legge, come emerge dalla segnaletica posta agli ingressi principali del parco agricolo della Valletta. La prossima azione sarà quella di organizzare un pattugliamento congiunto tra le Gev e la Polizia locale dei singoli Comuni con i sindaci disponibili: in quel caso ai moniti iniziali di oggi, seguiranno le sanzioni previste. Nel contempo si deciderà di aumentare la segnaletica con i divieti e si chiederà ai proprietari dei fondi di ripristinare la chiusura degli accessi con catene o sbarre che in alcuni punti sono ormai guaste.