Si è tenuta la tappa lecchese del Campionato regionale lombardo di enduro classe major sui sentieri in mezzo ai boschi del Monte di Brianza a Ello. Gli attivisti dell’associazione Codacons hanno però espresso tutto il loro disappunto per la scelta che potrebbe aver decretato la fine dei rari gamberi di fiumi autoctoni.

“Questa manifestazione potrebbe aver decretato la fine dei rari gamberi di fiumi autoctoni”

“Questa manifestazione potrebbe aver decretato la fine dei rari gamberi di fiumi autoctoni della specie Austropotamobius pallipes Lereboullet – la denuncia arriva dagli attivisti dell’associazione ambientalista Codacons Monte di Brianza, che avevano avvisato per tempo che sarebbe stato meglio tenere lontano i centauri dal San Genesio – Il percorso della gara ha interessato il guado in più punti del torrente Bevera. Centinaia di motociclisti hanno ripetuto per tre volte e mezzo il tracciato. È incomprensibile come sia stato possibile autorizzare la manifestazione poiché nel Bevera sono presenti i gamberi di fiume prossimi all’estinzione. La specie è un importante indicatore della qualità delle acque e dell’ambiente nel suo insieme, iscritta nella lista rossa redatta dai ricercatori dell’International union for conservation of nature and natural resources, dove è classificata come «endangered», cioè a rischio di estinzione proprio come i panda giganti”

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“Presenteremo esposto in Procura”

“I piloti, arrivati da ogni parte della Lombardia, dove gli altri torrenti sono spesso infestati dal gambero rosso della Louisiana, portatore sano della temibile peste del gambero, attraversando la Bevera potrebbero aver trasmesso la terribile malattia e sterminare così i gamberi di fiume locali del lecchese – spiegano – Le autorità preposte avrebbero dovuto essere compiute importanti valutazioni ambientali e faunistiche prima di autorizzare una simile gara. Ci si chiede come sia stato possibile l’autorizzazione, visto che il moto cross è un’attività vietata su sentieri e nel bosco. Evidentemente il Monte di Brianza per alcuni deve continuare a svolgere quel ruolo di “terra di nessuno” per accogliere minoranze allontanate da altri luoghi.  Il Sindaco segnala che le autorizzazioni arrivano direttamente dal Pirellone e dalla Comunità montana.  Ci si auspica che in futuro venga convocato un tavolo di confronto tra i rappresentanti dei vari enti interessati e i volontari dell’associazione Monte di Brianza. Intanto Codacons, nino può rimanere inerme, e presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Lecco per ipotesi di danno ambientale perchè si indaghi sui responsabili di un possibile disastro ecologico e ipotesi di rischio di danno per la salute”