La “moschea” doveva essere sgomberata mercoledì scorso, ma lo sfratto è stato congelato fino a fine anno, in attesa che il centro islamico “La Rosa” trovi una nuova sistemazione.

Sfratto congelato

Dopo il primo sopralluogo andato a vuoto a giugno, mercoledì 31 luglio l’ufficiale giudiziario ha effettuato il secondo accesso nella sede di vicolo Sant’Agata a Oggiono, e questa volta c’erano i referenti dell’associazione, su cui pende un ordine di rilascio dei locali emesso dal Tribunale di Milano per aver compiuto abusi edilizi rilevati dal Comune e aver utilizzato l’immobile impropriamente come luogo di culto. Ma lo sfratto non è stato eseguito perché la proprietà ha chiesto un rinvio. “Non è stato eseguito perché l’associazione ha promesso di rilasciare volontariamente l’immobile entro fine anno e stanno cercando un nuovo luogo adatto dove trasferirsi: non so dire se si trasferiranno a Oggiono o in qualche altro Comune” ha spiegato l’avvocato Luca Perego, legale della società proprietaria dei locali.

Il sindaco Narciso aperto al dialogo

Il sindaco Chiara Narciso nega ogni interferenza nelle procedure di sfratto, pur confermando la linea del dialogo verso l’associazione islamica. “Non c’è nessun accordo in corso, confermo che c’è però un dialogo informale aperto – ha fatto sapere il primo cittadino – Come ho sempre detto le sentenze e le ordinanze vanno rispettate, anche in questo caso: quei locali vanno liberati e seguiremo le eventuali procedure previste, perché vogliamo anche noi risolvere questa situazione che si protrae da troppi anni. Tengo a precisare però che noi non abbiamo avuto contatti con la proprietà dell’immobile e non abbiamo avuto alcun ruolo nelle pratiche di sfratto. Detto questo siamo contrari al muro contro muro e abbiamo una linea diversa rispetto all’Amministrazione precedente: noi cerchiamo sempre di approfondire le questioni e instaurare un clima di dialogo e collaborazione con tutti i cittadini a prescindere dalla provenienza e dalla religione”.

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Ferrari pronto a chiedere la confisca

Dopo il rinvio dello sgombero, il consigliere della Lega (ed ex sindaco) Ferrari invece si è detto pronto a chiedere la confisca dei locali da parte del Comune. “La confisca è prevista dalle norme sugli abusi edilizi e se l’Amministrazione non provvederà sono pronto a rivolgermi alla magistratura per valutare eventuali omissioni di atti d’ufficio – tuona Ferrari – Che si tratti di accordi formali oppure di semplici colloqui informali, l’Amministrazione non può interloquire con chi ha commesso un illecito: c’è un’ordinanza di sgombero e non ci sono altre strade per sanare la situazione”.

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