Nel Lecchese c’è un intero paese in vendita. Nel pomeriggio di oggi, 4 aprile 2019, quando le foto hanno iniziato a girare in rete, in molti si sono chiesti se fosse una provocazione, una ingegnosa trovata commerciale, una installazione turistico/culturale. Oppure un pesce d’aprile arrivato con qualche giorno di ritardo. Ebbene le risposte sono arrivate: non si tratta di una burla ma di una netta presa di un amministratore stanco, esasperato, e non più disposto ad accettare tagli e penalizzazioni agli enti locali.

Nel Lecchese c’è un intero paese in vendita

Stiamo parlando di Pietro Pensa, primo cittadino di  Esino Lario, la  ridente località turistica  – come citano le guide, in provincia di Lecco, situata a 12 chilometri da Varenna, nella Val d’Esino, ad un’altitudine di 910 metri. Esino oggi conta 747 abitanti.

“Esino in questi anni è stato una guida e una ispirazione per lo spirito imprenditoriale di migliaia di piccoli Comuni italiani, culminato nell’organizzazione, nel 2016, del Raduno internazionale di Wikipedia” si legge su un volantino firmato dal sindaco Pensa che è in carica dal 2015. “Una impresa del genere dimostra che quando coraggio e voglia di fare coesistono, nessun obiettivo è davvero irraggiungibile” e fin qui il “bello” che Esino ha offerto e può offrire.

 

Ma il rovescio della medaglia è purtroppo sotto gli occhi di tutti gli amministratori: impegno e buona volontà non bastano.  “Ogni giorno tutti i piccoli Comuni italiani (tra cui il nostro) sono lasciati soli a lottare contro lo spopolamento, la mancanza di fondi e la difficoltà delle istituzioni nel fornire supporto. Nonostante i tentativi di resistere ad ogni costo, purtroppo non abbiamo più le risorse per combattere problemi più grandi di noi”.

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I beni… acquistabili

Una considerazione profondamente amara che ha spinto Pensa a ideare un strategia. “Ecco perchè ho deciso di prendere una posizione forte per il bene comune di tutti, mettendo in vendita i luoghi simbolo del Comune di Esino Lario”. Qualche esempio?

 

In rete stanno già girando le fotografie che ritraggono monumenti e beni pubblici del paese acquistabili con tanto di prezzo. Ad esempio si può “portare a casa” il palazzo municipale con 200mila euro. Servono 350 mila euro invece per piazza Caprera.

 

E le stazioni delle via Crucis? Per aggiudicarsele in blocco bisogna avere sul conto corrente 600mila euro.

“Compreresti un pezzo di Esino Lario?”

“Compreresti un pezzo di Esino Lario?” si legge su ognuna delle maxi etichette che sono state attaccate ai monumenti.  “Esino Lario ha molto da offrire” conclude il sindaco Pensa nel volantino e  invita  tutti a scoprire di più su vendesiesino.it