Non basta che da bambina sia stata deportata in un campo di concentramento nazista. Non basta quello che ha dovuto passare e che non ha mai potuto dimenticare (diventando anzi una preziosa divulgatrice degli orrori dell’Olocausto). Ora la senatrice a vita Liliana Segre, che già in media riceveva 200 fra insulti e minacce ogni giorno sul Web, deve far fronte a un pericolo per la sua incolumità tanto reale che la Prefettura di Milano ha disposto per lei la scorta.

Arriva la proposta di cittadinanza onoraria lecchese: “La sua scorta siamo noi”

Da Lecco parte la proposta di cittadinanza onoraria. A lanciarla è il consigliere Alberto Anghileri. “Lecco deve assegnare subito la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. All’unanimità. La sua scorta siamo tutti noi – sottolinea l’esponente di con La sinistra Cambia Lecco – pochi giorni fa a Varese la proposta è stata votata da tutto il consiglio comunale. Tra gli interventi più convinti a sostegno della Segre quelli del consigliere leghista Marco Pinti e dell’ex ministro Roberto Maroni“.

Minacce a Liliana Segre Solidarietà da Pd Lecco

“A Liliana Segre tutta la nostra solidarietà. La necessità di una scorta che protegga questa Signora, testimone di tanto orrore e ancora perseguitata oggi in Italia, ci indigna profondamente. Tutti noi vorremmo e dovremmo essere la sua scorta. Unitamente a tutto il PD lecchese chiedo perdono alla senatrice Segre e rinnovo stima e affetto a una Grande Italiana”. Questo il commento amareggiato di Marinella Maldini, segretaria  provinciale del Pd Lecco.

 

L’indignazione della Cgil Lecco

“Quello che è accaduto e sta accadendo a Liliana Segre non è assolutamente accettabile. In questo periodo di forte difficoltà politica e di rappresentanza generale del Paese è necessario che tutti dicano con chiarezza da che parte stare. La Cgil Lecco condivide quanto sta emergendo in questi giorni in merito alla proposta di assegnare la cittadinanza onoraria lecchese alla Senatrice a vita, che ricordiamo è sopravvissuta all’orrore di Auschwitz e ha perso i suoi familiari nel campo di concentramento quando era solo una bambina. Il motivo è semplice: condividiamo totalmente le battaglie di Liliana Segre, così come i suoi valori, che sono anche i nostri. Valori che sono le fondamenta sulla quale poggia l’ossatura statutaria della nostra organizzazione. Sarebbe un’importante risposta del territorio a tutte quelle azioni e provocazioni che ci fanno tornare indietro nel tempo e noi non dobbiamo assolutamente acconsentirlo”.

Accompagnata dai Carabinieri del Comando provinciale di Milano

La figura della senatrice Segre era balzata agli onori delle cronache anche per via della recente istituzione di una commissione parlamentare per il contrasto alle intolleranze: negli ultimi giorni la 89enne era stata contestata anche da Forza Nuova fuori da un convegno rivolto agli studenti. Ora sarà accompagnata dai Carabinieri del Comando provinciale di Milano in ogni suo spostamento e soprattutto in ogni sua uscita pubblica. La decisione di assegnare la scorta Liliana Segre è stata disposta nel corso del comitato per la sicurezza e l’Ordine pubblico presieduto dal Prefetto Renato Saccone con i vertici milanesi delle forze dell’ordine, dopo le recenti minacce ricevute dalla senatrice a vita deportata nel gennaio del 1944 proprio dal binario 21 della Stazione Centrale al campo di concentramento di auschwitz-birkenau.

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L’ultima contestazione a Milano

Forza Nuova qualche giorno fa aveva esposto uno striscione a Milano poco lontano da dove Liliana Segre stava incontrando 500 studenti per raccontare la sua storia come fa instancabilmente da sempre. La misura si è resa necessaria dopo l’aumento esponenziale degli insulti e delle minacce arrivate via social network alla senatrice: una media di 200 messaggi al giorno, come lei stessa ha ammesso, incitanti all’odio.

La commissione in Parlamento

Una campagna di violenza che in realtà sembra avere radici più lontane se già nel 2018 la Procura di Milano era arrivata ad aprire un fascicolo finito sul tavolo del Pool anti-terrorismo relativo proprio a quel tipo di minacce.

Pochi giorni fa il Senato aveva approvato la mozione Segre sull’istituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni dell’intolleranza, del razzismo e dell’antisemitismo, dell’istigazione all’odio, con l’astensione però dei senatori del centrodestra, che erano rimasti seduti senza applaudire anche quando i colleghi si erano alzati in piedi per omaggiare la collega sopravvissuta ad Auschwitz.