Proprio mentre Massimo Panzeri pronunciava il giuramento da sindaco di Merate, sulla città si è scatenato l’inferno, con una violenta grandinata che un po’ in tutto il Meratese ha provocato danni e disagi (e allagato l’atrio del municipio). Ma nel primo Consiglio comunale del mandato del borgomastro leghista non sono mancate le polemiche.

Il giuramento di Massimo Panzeri

Panzeri, oltre a indossare la fascia tricolore, si è pure messo in testa il cappello da alpino come simbolo dell’amore per i cittadini. A dare la stura alle prime polemiche del mandato, però, è stato involontariamente lo stesso Panzeri, che rivolgendosi al rivale alle urne e ora capogruppo di minoranza Aldo Castelli si è espresso così: “Prima ha detto che avrebbe fatto un’opposizione dura e severa, poi ha corretto il tiro dicendo che avrebbe tenuto un atteggiamento costruttivo. Mi auguro che prevalga questa seconda linea”.

Le polemiche di Castelli

E’ a quel punto che il capogruppo di minoranza Castelli ha rifilato la prima stoccata al primo cittadino. “Posto che le due cose non sono incompatibili, ovvero si può essere severi ma al tempo stesso costruttivi, mi sarei aspettato che in questo primo Consiglio comunale il sindaco spiegasse quello che è accaduto una decina di giorni fa. Non ho presentato un’interrogazione perché mi aspettavo che si affrontasse l’argomento stasera”. Il riferimento, evidente, era rivolto al crollo del traliccio sul palco dell’auditorium del municipio proprio mentre si stava svolgendo il saggio dell’Accademia Danza Merate. “Non l’ha presentata, ma ma la sta presentando ora…” ha replicato, seccato, Panzeri, che ha dunque ripercorso la dinamica dei fatti passo dopo passo. La serata, di fronte a un pubblico prevedibilmente numeroso, trattandosi del primo Consiglio comunale, si è conclusa con un botta e risposta tra sindaco e capogruppo di minoranza. “Se questo è l’inizio, ne vedremo delle belle” ha affermato Castelli. “Non vedo l’ora” ha replicato Panzeri, raccogliendo il guanto della sfida.