Mense scolastiche, dal Consiglio di Stato sì al panino da casa, o per meglio dire, evitando le mere semplificazioni, del pasto preparato a casa e consumato a scuola. Dopo numerosi pronunciamenti del Tar, il massimo organo di giustizia amministrativa dà ragione a mamme e papà. Una battaglia iniziata grazie a un gruppo di genitori piemontesi la cui “lotta” ha ora una legittimazione nazionale.

Sì al panino da casa

Nella sentenza si spiega come i Comuni non possano approvare regolamenti che impongano prescrizioni ai dirigenti scolastici, limitando la loro autonomia con vincoli in ordine all’uso della struttura scolastica e alla gestione del servizio mensa. Decisamente soddisfatto il conigliere comunale lecchese del Movimento Cinque Stelle Massimo Riva: “Una sentenza che sancisce in maniera definitiva ed inequivocabile il diritto di portare il pasto da casa e consumarlo nei locali mensa, come peraltro avviene in altre parti del mondo”.

E a Lecco?

“Il tema del pasto da casa, che si badi bene non riguarda in maniera semplificata “il panino”, non è mai stato affrontato e gestito nel dettaglio, per diverse ragioni organizzative e di spazi, che in diversi plessi di Lecco mancano anche per il servizio normale” spiega i pentastellato  che fa parte del Circolo Qualità Mense Comunale, come consigliere di minoranza. Al tavolo permanente oltre ad un consigliere di maggioranza ed all’assessore salvatore Rizzolino partecipano i tecnici comunali, i rappresentanti dei genitori i tecnici dell’azienda affidataria del servizio ed un rappresentante della stessa azienda, i dirigenti o delegati (di solito alcune insegnanti dei vari istituti comprensivi).

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Presto se ne discuterà anche in città

“Alla prima riunione dopo l’inizio del nuovo anno scolastico credo che il tema verrà affrontato” sottolinea Riva. ” Credo che questa “alternativa” servirà da stimolo al gestore per lavorare ancor di più sulla qualità offerta, in quanto la “concorrenza” adesso è reale”.

Lo spreco di cibo

E al di là dei costi e delle opportunità per le famiglie lecchesi c’è un altro punto su cui Riva pone l’accento. “Vi è poi il tema dell’enorme spreco di cibo. Migliaia di porzioni vengono buttate ogni anno, circa un terzo del cibo che viene preparato finisce nell’immondizia. Questo è assolutamente inaccettabile. Veder riempire sacchi con cibo non consumato è estremamente diseducativo oltre che a rappresentare un perdita economica per chi il pasto lo ha pagato ma che per mille ragioni (qualità, difformità, ecc…) non lo ha consumato. Questa “novità” dovrebbe stimolare una riflessione sia in capo al gestore che in capo all’Amministrazione. Io sono sostenitore del confronto, alla ricerca delle migliori soluzioni che tutelino gli interessi delle famiglie e dei bimbi che frequentano le scuole lecchesi. Ci siederemo al tavolo e lavoreremo in tal senso”.