Nonostante la concorrenza calcistica (per i non appassionati ricordiamo che ieri sera la Juve era impegnata in Champions League e ha pure effettuato una storica rimonta contro l’Atletico Madrid), anche il secondo appuntamento con la rassegna “Ma che film la vita! Il cinema interroga Lecco”, organizzata da Confcommercio Lecco e Parrocchia di San Nicolò, con il contributo del Giornale di Lecco, ha richiamato al Cenacolo Francescano numerosi spettatori.

Ma che film la vita: ottimo successo per la seconda serata

Oltre 300 persone martedì 12 marzo hanno avuto la possibilità di vedere la pellicola “Pitza e Datteri” di Fariborz Kamkari con Giuseppe Battiston e di seguire al termine della proiezione il dibattito, moderato dalla giornalista Chiara Ratti, che ha visto salire sul palco oltre al regista anche il direttore della Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, e l’imprenditore-ristoratore di origini iraniane, Hooman Soltani. Ha portato il suo contributo al dibattito anche il prevosto di Lecco, don Davide Milani; presenti in sala tra gli altri il direttore di Confcommercio Lecco, Alberto Riva, il presidente di 50&Più Confcommercio Lecco, Eugenio Milani, e la presidente del Gruppo Orafi, Giuseppina Gallarati.

Immigrazione e rispetto

Il regista (che ha coniato il neologismo “immigrarsi” che è subito piaciuto al prevosto, ndr) ha ribadito le sue scelte stilistiche, la volontà di mandare un messaggio di attenzione alla immigrazione e di rispetto reciproco e la scelta della commedia per fare sorridere degli stereotipi di cui ogni religione o cultura è vittima. Soltani ha raccontato la sua esperienza personale di ingegnere del Politecnico di Lecco che ha scelto di fermarsi in città e di diventare imprenditore e ha ribadito anche lui l’importanza del rispetto. Efficace la sintesi offerta da Gualzetti: “Questo film ci butta in faccia un altro punto di vista, quello del migranti. Purtroppo oggi c’è poca volontà di proporre integrazione, si preferisce la chiusura. Invece servirebbe una gestione dei flussi più lungimirante che tenga conto della dimensione umana. Non è buonismo, occorre guardare il fenomeno con serietà e coraggio: la chiusura non porta da nessuna parte”.

Il filosofo Stefano Zecchi

Incontrando nella sede di Confcommercio Lecco la stampa prima della proiezione al Cenacolo (con tanto di confronto non programmato con il filosofo Stefano Zecchi protagonista alle 18 di un incontro in Confcommercio Lecco all’interno della rassegna di Leggermente organizzata da Assocultura) il regista curdo-iraniano aveva evidenziato: “Il cinema è uno strumento efficace per comunicare. La tematica dell’immigrazione è spesso agitata per creare paura e con fini politici. Con questo film ho cercato di raccontare facendo ridere e provando ad alleggerire i toni. Il messaggio? L’apertura fa bene a tutti. Accoglienza della pellicola? Positiva sia nel mondo islamico che in Italia anche se è uscita in un momento particolare. Fare regista per me è un modo di essere e di vivere. Mi salva, è una terapia non è un lavoro. Ho avuto una infanzia difficile: cercare di liberarmi dai fantasmi è per me una necessità”.

I prossimi appuntamenti

Il mini-cineforum (4 pellicole: dopo “Il fattore umano” e “Pitza e Datteri” ci saranno “Un giorno all’improvviso” il 2 aprile e “Camorra” il 9 aprile) è stato pensato per il periodo di Quaresima con l’obiettivo di “leggere la città” dialogando a tu per tu con i registi, con gli esperti e con i cittadini. I film, a ingresso gratuito, verranno proiettati presso il Cenacolo Francescano di piazza Cappuccini a Lecco il martedì sera a partire dalle ore 20.30. La rassegna, a ingresso libero, vede la collaborazione anche della Fondazione Ente dello Spettacolo e ha come media partner il Giornale di Lecco – Gruppo Netweek.