Le scintille non erano mancate durante la campagna elettorale che ha portato il lecchese Pietro Fiocchi a Bruxelles. E oggi, nuovamente è polemica tra l’europarlamentare  lecchese e la deputata Michela Vittoria Brambilla. L’oggetto del contendere? Il destino di orso, non uno qualsiasi, ma M49 orso in fuga, anzi l’orso al momento più ricercato d’Italia.

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M49 orso in fuga: Brambilla e Fiocchi si danno battaglia

Catturato ieri sera in Val Rendena, poi trasferito nell’area faunistica del Casteller, l’orso questa mattina è riuscito a scappare. E proprio sulla “fuitina” si è espresso Fiocchi, eletto come indipendente tra le fila di Fratelli d’Italia, non risparmiando un colpo (giusto per citare il suo slogan elettorale…) alla Brambilla.

“Abbiamo parlato molto di M49 nelle ultime settimane. L’orso ha causato danni e instaurato un clima di paura tra gli allevatori locali; dopo settimane in cui la Regione Trentino chiedeva la cattura e il Ministero dell’Ambiente prendeva tempo è poi arrivato l’ok per la ricollocazione al Centro Fauna Alpina di Casteller, una riserva chiusa” ha scritto l’europarlamentare in Fb.  “La nostra “amica” Brambilla, su La7, si autoproclamava avvocato dell’orso, sostenendo il problema sia dell’uomo che dovrebbe proteggersi meglio con recinsioni e barriere elettrificate. Qualcuno informi “l’avvocatessa” che il suo “assistito” è evaso questa mattina, dopo qualche ora dalla sua cattura, superando 4 barriere, con 2 recinti elettrificati e un muro elettrificato di 4 metri e mezzo. Ora la situazione desta maggior timore in quanto M49 non è più tracciato tramite il radiocollare che gli è stato rimosso prima di essere liberato nella riserva Casteller”.

Mvb: “Stiamo dalla parte dell’orso”

“Corri e sàlvati M49, e grazie per aver dimostrato con la tua fuga, una volta di più, l’imperizia e il dilettantismo di chi ha dichiarato guerra a te e a tutti i tuoi simili. Noi stiamo dalla parte dell’orso e della libertà”. Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e del Movimento animalista, commenta la notizia della cattura e dell’evasione dell’animale dalla struttura di Casteller che gli era stata assegnata quale prigione.

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“Battaglia legale contro chiunque lo tocchi”

Spiega l’ex ministro: “La Provincia di Trento, che della caccia all’orso sembra aver fatto una ragione di vita, ha accumulato una montagna di fallimenti da quando è stato realizzato il programma di ripopolamento degli orsi. Il più macroscopico è l’incapacità di garantire la convivenza con la popolazione, ma nessuno può dimenticare il fatale tentativo di catturare l’orsa Daniza. Nel caso di M49 si è preteso di rimuovere un orso che non aveva mai attaccato gli esseri umani, che anzi è considerato non aggressivo ed evita l’uomo, ma che è riuscito ad evadere da una struttura presentata dall’amministrazione come ultrasicura e che, oltretutto, è stato privato, colpo di genio, del radiocollare. Il proclama del Governatore Fugatti, che ora minaccia di abbattere l’orso, nonostante la diffida del ministero dell’Ambiente e di tutte le associazioni animaliste (compresa la nostra), ha tutto il sapore di una meschina vendetta, per tentare di occultare l’ennesima figuraccia. L’ordine di abbattimento di M49 emanato dal presidente della Provincia di Trento è vergognoso e privo di qualsiasi fondamento giuridico. La Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e il Movimento Animalista che presiedo daranno dura battaglia, non solo contro Fugatti ma contro chiunque dovesse, in qualsiasi modo, rendersi responsabile della morte di M49: un crimine, non ci sarebbe altra parola”.