Lutto nell'arte lecchese, è morto Tino Stefanoni

L'artista lecchese è scomparso all'età di 80 anni. E' stato uno dei nomi più importanti del dopoguerra.

Lutto nell'arte lecchese, è morto Tino Stefanoni
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L'artista lecchese è scomparso all'età di 80 anni. E' stato uno dei nomi più importanti del dopoguerra.

Morto Tino Stefanoni

Tino Stefanoni, classe 1937, è mancato nelle scorse ore. Nato a Lecco, ha studiato al Liceo Artistico Beato Angelico e alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.  Conosciuto e apprezzatissimo a Lecco, la scorsa estate l'ultima mostra antologica in città: a Palazzo Paure il Simul e il Coe avevano organizzato un grande percorso dedicato all'artista lecchese.

L'arte di Stefanoni

Come si legge sul sito dell'artista stesso, «il lavoro di Tino Stefanoni, pur non appartenendo in senso stretto a quello dell’arte concettuale,di fatto si è sempre sviluppato nella stessa area di ricerca. Ha sempre guardato al mondo delle cose e degli oggetti del quotidiano, proponendoli nella loro più disarmante ovvietà, come tavole di un abbecedario visivo o pagine di un libretto d’istruzioni dove le immagini sostituiscono le parole. A differenza del mondo animale e del mondo vegetale  che non sono di pertinenza dell’uomo, il mondo delle cose è invece l’unico segno tangibile della sua esistenza, e quindi di sua proprietà, traccia del suo pensiero e della sua storia dove si possono creare arte e bellezza che non sono l’arte e la bellezza della natura».

Come definiva lui il suo lavoro

A chi gli chiedeva cosa fosse per lui l'arte, rispondeva: "E' la mia vita. Anche in senso materiale. Vivo di quel pane". Il tema preferito: "Il brutto è quando non c'è il bello". E qual è l'opera, l'evento, il lavoro cui è più legato? "E' un tutt'uno. Tutto il mio mondo, tutta la mia storia. Non c'è rilevanza". E alla domanda su quando aveva deciso di fare l'artista, rispondeva: "A 10 anni. E adesso che sono diventato grande ricomincio ogni volta da capo". (Risposte tratte da un'intervista al Giornale di Lecco del 2015).

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