L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, interviene in merito al problema delle liste d’attesa  segnalate da un cittadino  di Pescate al Giornale di Lecco  e ripreso poi dal sindaco Dante De Capitani. Il primo cittadino infatti ha deciso che  sarà l’amministrazione comunale a pagare le visite private ai pescatesi che non   riusciranno ad accedere alle prestazioni sanitarie in tempi consoni e comunque previsti dai medici curanti.

La “denuncia pubblica”

La vicenda, lo ricordiamo riguarda il caso di Francesco Stasi, ex dipendente del Comune di Lecco, e della figlia Patrizia, invalida. Alla donna non era stata fissata una visita specialistica, caratterizzata da urgenza, proprio perchè nei tempi previsti dalla ricetta, apparentemente non cerano posti utili nelle strutture pubbliche e nemmeno in quelle convenzionate. La vicenda si è poi risolta lunedì scorso, dopo la pubblica denuncia di Sasti sul Giornale di Lecco e la visita è stata fissata ed eseguita.

Liste d’attesa troppo lunghe nella sanità, Gallera a De Capitani: “Stiamo facendo il possibile”

“Il problema delle liste d’attesa per esami e prestazioni è un’emergenza nazionale, ma Regione Lombardia lo sta affrontando con sforzi straordinari. Rassicurerò, nei prossimi giorni, personalmente il sindaco di Pescate sulle azioni che stiamo mettendo in campo, affinchè il suo Comune possa destinare le risorse ai servizi che competono direttamente alla sua Amministrazione”.

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La visita richiesta è stata effettuata nei tempi consentiti dalla Legge

Per quanto riguarda il problema delle liste d’attesa a Pescate, Gallera aggiunge: “Comprendo benissimo l’ansia di un padre nei confronti di una esigenza medica della propria figlia, ma è importante precisare che, in base alla relazione fornita dall’ASST di Lecco, la visita gastroenterologica di cui si sta parlando è stata effettuata in data 11 novembre, entro 13 giorni lavorativi dalla presentazione della richiesta all’Ospedale di Lecco. Non sono stati prescritti, nel corso della visita, ulteriori esami diagnostici o strumentali, ma semplicemente confermata la richiesta di una ecografia addominale già redatta dal medico di Pronto Soccorso che aveva visitato la paziente. Ciò in occasione di un accesso in codice bianco per la medesima sintomatologia in data 19 settembre 2019 e che la paziente non aveva ancora prenotato”.

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Il problema delle liste d’attesa

“Regione Lombardia ha strutturato una serie di misure – prosegue l’assessore Gallera – finalizzate al contenimento delle liste d’attesa, che spesso dipendono dall’impossibilità di assumere il personale necessario a causa dei vincoli nazionali molto penalizzanti. Abbiamo investito 15 milioni di euro per sperimentare un nuovo modello organizzativo nelle ATS di Milano e Brescia, acquistando 300.000 prestazioni aggiuntive rispetto a quelle effettuate lo scorso anno. Una sperimentazione che, a fronte dei risultati ottenuti, abbiamo deciso di estendere in tutta la regione già a partire dal prossimo anno. Un passo ulteriore riguarda l’armonizzazione delle prenotazioni, attraverso un unico servizio, per gli erogatori pubblici e privati accreditati. Questo consentirà una migliore gestione delle agende ed eviterà le doppie prenotazioni”.

Prestazioni devono essere effettuate nei tempi previsti dai codici su ricetta

“Ricordo inoltre – conclude l’assessore Gallera – che le normative regionali prevedono che una prestazione venga effettuata nei tempi previsti in base al codice indicato sulla ricetta, da erogatori pubblici o privati accreditati nell’ambito del territorio dell’ATS di riferimento. In caso contrario, la stessa struttura sociosanitaria a cui il cittadino si rivolge per la prenotazione provvederà a fare in modo che la richiesta venga evasa in libera professione prevedendo solo il pagamento del ticket”.