Niente soldi per riasfaltare le strade, sicché la Provincia di Lecco ha deciso di abbassare i limiti di velocità a garanzia della sicurezza di automobilisti e autotrasportatori. La notizia è di ieri ed ha suscitato, come era prevedibile, mille commenti. E’ di oggi la nota di Confartigianato  Lecco in cui il presidente Daniele Riva  definisce “inaccettabile” il provvedimento. Chiamando in causa la politica per evitare che imprese e cittadini subiscano “una batosta del genere”.

Velocità ridotte, situazione da terzo mondo

In premessa Riva ribadisce la carenza infrastrutturale che già penalizza il nostro territorio.   “Ha riflessi pesanti sull’attività delle aziende artigiane e non solo – sottolinea –  Tanto che il tema è al centro di un protocollo che vede la firma di più Associazioni di Categoria ed Enti territoriali. Le principali arterie di collegamento, vedi la storia infinita della Lecco-Bergamo o la SS36, statisticamente tra le strade più trafficate e incidentate d’Italia, fanno già acqua da tutte le parti. A questo si aggiungono le recenti limitazioni su ponti parzialmente o totalmente chiusi, se non crollati: una situazione che ho già avuto modo di definire ‘da terzo mondo'”.

Il Lecchese sempre più penalizzato

“Ora, per completare il quadro, l’abbassamento dei limiti di velocità in aree già penalizzate da questo punto di vista come la Valsassina e l’Alto Lago” lamenta Riva. “Comprendiamo i motivi legati alla sicurezza, ma è inaccettabile che si sia arrivati a tanto. Senza voler trovare a tutti i costi dei colpevoli, alla politica tocca però ora il compito di trovare una soluzione rapida ed efficace, perché le nostre imprese, ma anche i cittadini, non possono subire un’altra “batosta” del genere”.

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Il gap infrastrutturale: -20,6% rispetto alla Germania

Alle imprese lecchesi serve  “una rete viaria degna di questo nome”. Tanto più che “dalle regioni del Nord proviene il 72,2% dell’export nazionale”. “L’analisi dei flussi di trasporto merci su strada, effettuato da veicoli di portata utile non inferiore a 35 quintali immatricolati in Italia, evidenzia che le regioni del Nord determinano i due terzi (64,6%) del traffico nazionale su strada di merci caricato nelle regioni italiane. Eppure la nostra regione, come quelle a maggior vocazione manifatturiera, vive un gap infrastrutturale del -20,6% rispetto alle regioni competitor tedesche. Una riduzione del 10% dei tempi di trasporto e logistica consentirebbe un aumento di produttività dei piccoli autotrasportatori italiani che la porterebbe a superare del 6,0% quella dei competitor tedeschi rispetto alla quale è ora inferiore del 4,6%”.

La politica trovi altre soluzioni

La conclusione è scontata: “La soluzione annunciata dalla Provincia di Lecco rischia di compromettere ulteriormente l’attività imprenditoriale locale e che i fondi per mettere in sicurezza le strade sono una priorità. Confidiamo nell’operato dell’Amministrazione Provinciale alla quale chiediamo di trovare al più presto una soluzione”.