Il container piazzato nel cortile dell’istituto resta l’unica soluzione praticabile. Il Bertacchi si rassegni a sacrificare i suoi spazi esterni per accogliervi gli studenti del Manzoni sfollati da via Ghislanzoni. Questo per sommi capi l’esito del vertice convocato ieri pomeriggio in Provincia.

Proteste contro il container

Vana la manifestazione di protesta inscenata ieri mattina dagli studenti del Bertacchi davanti a Villa Locatelli, nel mentre le autorità provinciali e comunali si confrontavano sul da farsi. Caduti nel vuoto i comunicati di indignata contrarietà espressa da Collegio Docenti, Comitato studenti e rappresentati dei genitori dell’istituto scolastico di via IX Febbraio. A diramarli era stato lo stesso preside Raimondo Antonazzo, a sostegno della lettera con la quale egli stesso, esprimendo perplessità e preoccupazioni, chiedeva urgentemente un incontro sia al presidente della Provincia Claudio Usuelli che al sindaco Virginio Brivio.

In sostanza la comunità scolastica del Bertacchi si è messa di traverso alla soluzione di piazzare una struttura prefabbricata nell’area verde a scavalco tra i giardini del Bertacchi e del Bovara. Un’area di proprietà comunale, come pure appartengono al Comune sia l’edificio del Bertacchi sia quello di via Ghislanzoni, attuale sede del Liceo Manzoni presto oggetto di un poderoso intervento di ristrutturazione. Impossibile far convivere le attività didattiche di sedici classi con un cantiere edile. Di qui la necessità di trovare una sistemazione provvisoria a studenti e professori. L’onere spetta al Comune, “padrone di casa” che per giunta ha rinnovato alla Provincia un novennale contratto di affitto.

Fatto sta che il Comune, dopo quasi un anno di infruttuosa ricerca di uno stabile alternativo in città, nell’impellenza di dover far partire i lavori, si è risolto all’unica soluzione rimasta sul piatto: il  modulo prefabbricato.

La bacchettata al preside Antonazzo

Non solo il preside Antonazzo non è stato ricevuto. Nella nota diffusa quest’oggi da Provincia e Comune, Usuelli e Brivio invitano  “presidi, docenti e studenti a evitare di rilasciare dichiarazioni inopportune e di prendere posizioni strumentali sulla vicenda”. “Ci sono sedi opportune dove discutere, confrontarsi e prendere le decisioni. La nostra priorità è garantire la sicurezza degli utenti delle scuole e cercare soluzioni idonee e dignitose, che permettano lo svolgimento nel migliore dei modi delle attività didattiche per tutti gli studenti”.

Decisione inderogabile

La bacchettata segue ad uno stringato resoconto della riunione, partecipata anche dall’assessore comunale Clara Fusi, dal consigliere provinciale Marinella Maldini e dai rispettivi dirigenti, tecnici e funzionari. Brivio e Usuelli spiegano le ragioni di una decisione inderogabile e di una soluzione purtroppo senza alternative.

“I lavori nell’edificio di proprietà del Comune di Lecco non sono più rinviabili e gli enti interessati sono al lavoro da tempo per trovare la migliore soluzione possibile per trasferire le classi del Liceo Manzoni” spiegano in premessa i due amministratori pubblici. Vero è che gli interventi all’edificio di via Ghislanzoni si protrarranno per circa due anni scolastici. Per questo “non è possibile adottare misure alternative come la divisione delle classi su più sedi o i doppi turni pomeridiani. Scartata per ragioni di sicurezza e vivibilità l’ipotesi di lasciare gli alunni in via Ghislanzoni con il cantiere aperto, così come è stata scartata per mancanza di tempo e di risorse l’ipotesi di costruire una nuova scuola”.

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Scartate le ipotesi alternative

“Le ipotesi di sedi alternative avanzate in questi mesi non sono percorribili, in quanto si tratta di edifici non idonei a ospitare studenti, docenti e personale o che richiedono ingenti risorse per la loro messa a norma e per ricavare spazi adeguati alla didattica” hanno fatto sapere Brivio e Usuelli. Pertanto, “dopo un’attenta analisi delle varie alternative insieme ai tecnici competenti, la soluzione su cui si sta lavorando è quella che prevede moduli prefabbricati idonei e adatti allo scopo, che dovranno essere posizionati in un’area adeguata, senza pregiudicare la sicurezza degli utenti delle scuole e il corretto utilizzo degli spazi”. L’area identificata è quella tra gli istituti Bertacchi e Bovara, “di proprietà del Comune di Lecco, vicina alla stazione di Lecco e dotata dei sotto-servizi necessari”.

Soluzione provvisoria, ma solo per il Manzoni

“Si tratta di una soluzione provvisoria per il Liceo Manzoni, in attesa della conclusione dei lavori nell’edificio di via Ghislanzoni, che poi potrà essere utilizzata come “polmone” e come “jolly” per le altre scuole in caso di lavori urgenti e indifferibili” aggiungono però il sindaco e il presidente provinciale. In altre parole il container resterà anche dopo che i liceali ne saranno usciti per far ritorno nella ristrutturata scuola. In altre parole ilbertacchi perderà il “cortile” per sempre.

Che poi era il timore esternato da docenti, studenti e genitori. Sottolineando che il cortile non solo è uno spazio necessario per eventuali evacuazioni di emergenza, ma anche un’aula a cielo aperto per le ore di ginnastica e per i laboratori del corso professionale che forma addetti al turismo. ragioni che non vengono affrontate nel comunicato diramato. Mentre si promette che “dopo i necessari approfondimenti tecnici ci sarà un confronto con le scuole interessate”.

 

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