Ho già detto che l’accoppiata giornale e web è uno strumento vincente per intercettare umori in una stagione carica di contraddizioni e di mutamenti repentini. E, per quanto ci riguarda, di captare le notizie e di diffonderle secondo schemi e alfabeti diversi.

Un’avventura a due volti

Con l’online privilegiando la filosofia dell’istante, con la carta stampata ritrovando il gusto per l’approfondimento, per le inchieste, per le riflessioni meno volatili. In sintesi posso mettere a frutto la mia lunga e molteplice esperienza multimediale (sotto la mia guida sono fioriti centinaia di pubblicisti e decine di professionisti : al proposito trent’anni fa sostenevo e superavo l’esame di Stato) e ritrovarmi una seconda, una terza giovinezza, fate voi, sotto le bandiere che hanno tenuto a battesimo la mia navigazione.

L’ambizione è quella di allargare la platea dei lettori, provando anche grazie alla duttilità dei mezzi a interessare le diverse generazioni perchè se è vero che i giovani leggono poco i giornali, credo sia doveroso tentare almeno di contattarli attraverso il web e i social che sono il loro pane quotidiano.

Ho la presunzione di capire di politica e di sapere interpretare i segni del tempo, anche in chiave locale, convinto come sono che, dimensione a parte, le categorie e gli schemi della cosa pubblica siano gli stessi a qualsiasi latitudine. Mi accompagna come sempre lo spirito dell’avventura in questo mio orgoglioso capriccio, corroborato dal desiderio di riprendere carta e penna e soprattutto di vivere la vita redazionale,  una condizione, un’atmosfera che mi mancano, anche perchè l’algido contatto digitale mi è estraneo: a dirla tutta ho la stessa dimestichezza con le tecnologie con la quale può guidare l’auto uno come me, idolo dei carrozzieri.

Una stretta di mano con il direttore  Ferrario

Dietro questo debutto con i capelli brizzolati non ci sono altro che una stretta di mano con il direttore Giancarlo Ferrario e il sostegno di realtà e di amici che puntano su un cavallo che negli anni ha dimostrato di conoscere il mestiere. Non mi interessa essere condiviso, ma essere letto.

Sui tempi e le modalità dell’online ho preso le misure con una lunga e bella frequentazione e poi il lampo del momento mi ha sempre acceso e gli anni non mi hanno appannato la vista, se non per leggere il giornale.

Bando alle chiacchiere, ora ci si ributta in campo con il rigore professionale e con tanta voglia di divertimento.   

Marco Calvetti