Enrico Letta e Matteo Renzi a Lecco nello stesso pomeriggio, ma in due posti diversi. Curiosa presenza in simultanea dei due ex premier nel capoluogo lariano, l’uno in cattedra dalle 17 al Polo lecchese del Politecnico di Milano, per una lectio magistralis sull’Europa. L’altro dalle 16.30  in scena a palazzo Falk, ospite della rassegna letteraria Leggermente Off per presentare il suo libro.

Enrico Letta in cattedra al Polimi

Atmosfera più compita, ma aula magna ancora più affollata al Polimi di via Previati a Lecco per la lezione del professor Letta sul tema «L’Europa siamo noi». Anche l’ex presidente del Consiglio dei Ministri, oggi direttore della Scuola di Affari Internazionali Università SciencePo di Parigi, presentava un libro.

Un’ altra curiosa coincidenza, verrebbe da dire «serendipity», con il suo “rottamatore” Renzi.  Opere diverse e tuttavia accomunate dalla stessa metafora per indicare la necessità di uscire dalle difficoltà dell’attuale frangente storico politico. «Un’altra strada» il titolo del volume di Renzi. «Ho imparato. In viaggio con i giovani sognando un’Italia mondiale» quello del professor Letta.

“Argomenti nuovi” per battere gli euroscettici

Il convegno con quest’ultimo, completato da una tavola rotonda, era organizzato da Csv Monza Lecco Sondrio in collaborazione con il Comune di Lecco, il Polo territoriale lecchese del Politecnico di Milano, i Sindacati, Api Lecco, Confcooperative dell’Adda e Fondazione comunitaria del Lecchese Onlus.

Letta ha inteso offrire all’uditorio «riflessioni nuove per uscire di qui con argomenti nuovi», capaci di battere l’euroscetticismo galoppante che rischia di precipitare l’Italia nel baratro. Brutalmente convincente l’esempio di ciò che sta capitando alla Gran Bretagna con la «follia» della Brexit: «Fuga delle industrie e dei capitali». Nemmeno il modello Svizzera funziona più: «Stare bene a casa propria poteva funzionare nel mondo prima di Internet».

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Colonia degli Usa o della Cina

L’Europa divisa, ha spiegato Letta, «finirà con diventare colonia degli Usa o della Cina». Di contro «abbiamo il dovere di costruire una leadership comunitaria europea forte» per non subire i disastri frutto dell’irresponsabile atteggiamento degli Usa e della Cina su questioni cruciali. La prima è senz’altro quella dei cambiamenti climatici in atto. Non secondario il problema del protezionismo commerciale. Ma Letta ha in particolare delineato la vera battaglia del futuro: quella per il possesso e il controllo dei dati informatici che costituiscono la nostra seconda identità. «Sono il petrolio del futuro» ha chiosato il professore.

Un’idea per una generazione aperta al mondo

Letta ha infine lanciato un’idea per costruire una nuova generazione aperta al Mondo. La proposta,  rivolta alla classe politica candidata al parlamento di Bruxelles, è quella di fare in modo che la Comunità europea finanzi a tutti i ragazzi sedicenni un soggiorno di studio in un’altra nazione. “Un’esperienza che oggi solo le famiglie abbienti possono offrire ai propri figli» ha sottolineato il professore.

Obiettivo? “Una delle chiavi del miracolo economico italiano è stata la convergenze di ceti sociali diversi sugli stessi banchi di scuola, dove studiavano insieme creando legami forti” ha spiegato Letta. “Oggi questa convergenza non c’è più. Anzi sta succedendo il contrario. le famiglie che se lo possono permettere mandano i figlia studiare all’estero. . Chi non può non ha modo di accedere a questa esperienza straordinaria, nel corso della quale i ragazzi sia prono al mondo”.