Lecco è una città che invecchia, ma che desidera garantire supporto a tutti i suoi cittadini. Questo principio è stato al centro del dibattito della Commissione consiliare 3, riunitasi ieri, 18 febbraio 2026, presso il Comune di Lecco, per analizzare i dati demografici e le strategie messe in atto per affrontare il fenomeno dell’invecchiamento.
Un’inversione di tendenza necessaria
L’assessore al Welfare, Emanuele Manzoni, ha aperto i lavori con un’analisi della situazione attuale: il 25% della popolazione lecchese ha più di 65 anni, un dato in continua crescita. Di questi, il 40% vive da solo. “Questo non deve essere visto come un segnale di vulnerabilità”, ha sottolineato, “ma piuttosto come un aspetto da considerare con attenzione”. L’obiettivo è quello di non creare servizi frammentati, ma di costruire reti collaborative tra Comuni, Ats, Asst, Rsa e terzo settore, per utilizzare al meglio le risorse disponibili e rispondere efficacemente ai bisogni dei cittadini.
Proiezioni e iniziative
Ruggero Plebani, della rete dei servizi per la disabilità del Comune di Lecco, ha presentato dati allarmanti: si prevede che entro il 2100 la percentuale di over 65 possa aumentare dal 23% al 36%, con un’aspettativa di vita media che raggiungerebbe i 93 anni. La distribuzione degli anziani nei quartieri è omogenea e tra gli over 75 è frequente la presenza di patologie croniche. Negli ultimi anni sono stati avviati tre gruppi di lavoro per trasformare l’analisi in proposte concrete: uno focalizzato su tecnologia e monitoraggio, uno sulle ammissioni e dimissioni protette in collaborazione con l’Asst, e un terzo sulla solitudine, che può accelerare il decadimento cognitivo. “C’è voglia di futuro anche negli anziani”, è stato ribadito, evidenziando come il rischio maggiore sia la rinuncia, piuttosto che la fragilità in sé.
Progetti concreti e finanziamenti
Da parte sua, Micaela Maggi, responsabile dell’Ambito territoriale sociale, ha illustrato gli effetti positivi dei finanziamenti Pnrr, che porteranno alla creazione di alloggi di cohousing a Valmadrera e Oggiono. Questa tipologia di abitazione, condivisa e assistita, rappresenta una risposta complementare alla domiciliarità tradizionale, ripensata con un focus su telesoccorso, domotica e sensori. Le dimissioni protette dall’ospedale hanno generato numerose richieste, spingendo alla formazione di un’équipe dedicata, nonostante la carenza di operatori sociali.
Il progetto Keep Anziani Lecco
Erica Colombo ha presentato i risultati del progetto Keep Anziani Lecco, che ha visto attivare 138 interventi, di cui 42 per residenti in città. L’età media degli utenti è di 80 anni, con una distribuzione equilibrata tra uomini e donne. Le segnalazioni sono state 79, di cui 34 dalla città, principalmente dai reparti ospedalieri. Il supporto dura in media un mese e comprende assistenza sociale, interventi domiciliari, trasporti per visite mediche e servizi specifici come pedicure. È stata introdotta la figura del coach, che valuta il progetto individuale, e del custode sociale, che monitora la situazione a domicilio, insieme a dispositivi tecnologici come telesoccorso e sensori. Tuttavia, l’elemento chiave non è solo la tecnologia, ma la presenza di professionisti capaci di creare relazioni e offrire sicurezza.
Il ruolo del centro Il Giglio
A chiudere il confronto è stata Beatrice Civillini Del Giglio, che ha richiamato l’esperienza del centro Il Giglio, pionieristico nell’invecchiamento attivo da dieci anni. “Le persone vengono qui perché si sentono parte di un contesto quotidiano”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di non etichettare i luoghi per anziani come spazi solo per la fragilità. Al centro si partecipa ad attività, si collabora in gruppo e si mantiene un ruolo sociale. Anche ultra novantenni partecipano attivamente. Il lavoro si estende a scuole e quartieri, in sinergia con circoli e parrocchie, per rafforzare la rete di prossimità e favorire l’incontro tra generazioni. Essere comunità significa mettere in circolo le risorse disponibili e costruire legami di vicinanza.
La Commissione ha così delineato un’immagine di Lecco che affronta l’invecchiamento non solo come una questione sanitaria, ma come una sfida culturale e organizzativa. La risposta risiede nella collaborazione, nell’innovazione e nella capacità di unire tecnologia e presenza umana, per assicurare non solo una vita più lunga, ma anche una vita più piena.