Lecco celebra il patrono San Nicolò e onora i suoi benemeriti. Giornata di festa oggi, domenica 2 dicembre per la città iniziata con la celebrazione eucaristica in Basilica officiata per la prima volta da Monsignor Davide Milani (vedi l’omelia integrale sotto) e proseguita poi con la tradizionale assegnazione dei Nicolini d’Oro.

I  vincitori dei Nicolini e le motovazioni

Gruppo Età d’Oro (GEO) dei Seniores del Club Alpino Italiano di Lecco– Sezione “Riccardo Cassin”

Da 28 anni in modo volontario favorisce l’approccio delle persone adulte al mondo dell’escursionismo, della montagna alla natura, attraverso iniziative culturali, ambientali e di inclusione sociale.

778 escursioni (con una media di 52 all’anno), 1161 giornate, 50.000 presenze complessive, oltre 3.000 persone coinvolte: sono questi i numeri dell’attività escursionistica, culturale e sociale dei Seniores GEO negli ultimi 15 anni.

Dal 1990 il Gruppo organizza persone in età post-lavorativa che, usufruendo di maggior tempo libero e di un discreto stato di salute, si avvicinano o intensificano il loro rapporto con l’escursionismo, amano la montagna e il camminare in compagnia.

Con cadenza settimanale il Gruppo organizza escursioni di un giorno – non mancano iniziative di maggior durata, a seconda della stagione – finalizzate a una sana attività motoria che influenzi in modo benefico il mantenimento di un buon livello di salute psico-fisica di ciascun partecipante. Il Gruppo organizza anche eventi sociali e solidaristici, a scopo di beneficienza. Da sempre il Gruppo è attento alla dimensione aggregativa e culturale, organizzando visite a mostre, musei, città d’arte per offrire momenti di crescita per gli appartenenti al sodalizio.

Il comune denominatore delle iniziative, oltre che dall’amore per la natura, è costituito dall’apprezzamento della bellezza e del valore dello stare insieme, creando un clima amichevole e solidale.

Il Comune di Lecco ringrazia il Gruppo GEO che da 28 anni favorisce in modo del tutto volontario l’approccio delle persone al mondo dell’escursionismo, della montagna e alla natura, attraverso iniziative culturali, ambientali e di inclusione sociale.

Giovanni Leoni

Fonda nel 1985 l’Associazione onlus La Goccia per favorire il tempo libero delle persone disabili e delle loro famiglie: per 33 anni ha partecipato in prima persona alle vacanze  estive dei ragazzi in modo da permettere loro di vivere la quotidianità in modo diverso e per offrire un po’ di sollievo alle famiglie. Dal 2007 al 2010 è stato presidente del Centro di servizio Solevol, valorizzando le reti associative e promuovendo la nascita della Festa del volontariato in piazza. Gianni fu tra i primi a incoraggiare la nascita del Coordinamento Handicap e della relativa Federazione, per sostenere il valore aggiunto della convergenza di intenti delle associazioni su obiettivi realistici e sostenibili: fra questi l’avvio del progetto “Lecco per tutti”, per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Da anni è vivace sostenitore della rete degli Amministratori di sostegno, attivamente operante grazie agli sportelli di prossimità. È inoltre promotore e volontario del progetto “Durante Noi” per l’autonomia delle persone con disabilità intellettiva, e del progetto di rete “Passo dopo passo”, per fornire nei fine settimana un po’ di respiro alle famiglie dei disabili.

Il Comune di Lecco ringrazia Gianni Leoni per la dedizione umana e professionale, per la forza e lo spirito di iniziativa con cui ha messo a disposizione le sue energie a favore della comunità, prendendosi cura dei più deboli e bisognosi.

Giuseppe Scaioli

Giuseppe Scaioli, fin da giovanissimo ha coltivato l’’interesse per il canto corale e la musica strumentale che sono stati gli elementi di stimolo per lo studio della composizione corale e della tecnica vocale. Nel 1958, insieme a un gruppo di amici fonda il Coro Grigna di cui è diventato subito direttore, lasciando un segno indelebile nel panorama della musica corale popolare alpina grazie allo sviluppo di uno stile inconfondibile. Ha diretto circa 1500 concerti in Italia e all’estero, esprimendo ad una musicalità sempre sincera e legata al territorio lecchese. Ha armonizzato molti testi poetici, tra cui importanti scritti di Padre Davide Maria Turoldo. L’armonizzazione con scrittura semplice dei “Trenta Canti degli Alpini”, incisi col Coro Grigna, è il suo fiore all’occhiello e costituisce ancora oggi una pietra miliare nella discografia alpina. Il Maestro Scaioli ha svolto una significativa attività di direttore di corpi musicali del territorio, ottenendo importanti riconoscimenti in Ungheria e in Svezia. Da molti anni dirige il Coro dell’Università degli Anziani di Lecco, con sincera amicizia che si trasforma in propedeutica musicale e sensibilità umana. E inoltre porta la sua esperienza nelle scuole primarie educando i bambini alla corretta respirazione e alla tecnica del canto, riscuotendo favorevoli consensi di scolari e insegnanti.

Il Comune di Lecco ringrazia il Maestro Giuseppe Scaioli, compositore, armonizzatore e direttore di coro, che con la sua passione per la musica ha allietato ed emozionato generazioni di lecchesi, facendo conoscere la nostra città e le sue tradizioni in Italia e all’estero.

 

L’intervento del Sindaco Brivio

Ecco uno stralcio dell’intervento del primo cittadino alla cerimonia di assegnazione delle benemerenze

La parola dalla quale partire per questa riflessione è il termine comunità. Per definizione anche normativa il comune non c’è se non per essere servente dell’equilibrio tra gli interessi e per la promozione della comunità; oggi questa sfida, questo compito è ancora più complicato, mi permetto di dire, non tanto per le analisi sulla crisi economica o sulle trasformazioni in atto che riguardano anche il nostro tessuto produttivo ma soprattutto perché oggi la comunità non ce la regala nessuno ma è una conquista quotidiana che deve puntare a recuperare le ragioni stesse del nostro stare insieme. Oggi lo stesso comune è chiamato ad essere promotore di quei valori che vengono prima degli interessi, che vengono prima degli equilibri, che vengono prima di una pura aspra dialettica politica e sociale: sono quei valori che affondano le loro ragioni nella prima parte della costituzione italiana e che chiamano a costruire anzitutto alleanze senza pensare che nessun soggetto, nel pubblico o nel privato, sia in grado da solo di raggiungere determinati obiettivi. Ma ancora di più ci porta a credere che nemmeno un uso strumentale delle istituzioni da parte dei soggetti privati o, viceversa, dei privati da parte dell’istituzione ci porti molto lontano: l’alleanza nel fare comunità richiama la consapevolezza che ce la possiamo fare se la paragoniamo a un campo da coltivare insieme e non a dei singoli orti distribuiti per competenza, per appropriazione, per singolo riferimento. Solo avendo consapevolezza che è un terreno comune da fertilizzare con le nostre buone relazioni e quindi da coltivare insieme, che potremmo allora gioire nel momento della raccolta, ognuno dei propri frutti che possono essere nei più svariati luoghi, temi e priorità. A questo proposito si sente spesso parlare negli ultimi tempi della poca capacità attrattiva del nostro territorio: io credo che la prima dimensione per coltivare questa capacità è la consapevolezza di dover portare da parte di ognuno di noi, uno specifico contributo.

I benemeriti

Emblema in questo senso sono i benemeriti. Altro esempio di positiva collaborazione (che mette in evidenza il noi dentro il quale ritrovare il proprio io e non viceversa esasperare il proprio io chiedendo che il noi sia solo servente al nostro interesse specifico) è il progetto della casa della solidarietà e della terza età che giovedì prossimo 6 dicembre nel pomeriggio inaugureremo nel quartiere di San Giovanni. Si tratta del recupero ad uso sociale di una vecchia scuola, già sede del municipio, recuperata e ristrutturata su un progetto nato dalla proposta delle associazioni Auser ed Anteas, che  si occupano di interventi nei confronti dei soggetti anziani della nostra città e del nostro territorio e che hanno proposto al Comune non tanto e non solo la realizzazione di una sede per la propria realtà ma di costruire un luogo vivo di relazioni e di servizi in connessione con quello comunale che lì troverà sede condivisa. Soprattutto un luogo aperto anche ad altre realtà associative e a progetti intergenerazionali: un esempio concreto quindi di come tenere insieme legittime esigenze del gruppo in una visione comune e una risposta condivisa ai bisogni della città.

Brivio ha poli voluto porre l’accento sui giovani ” Lecco è una città che ha come numero di abitanti una tendenza all’invecchiamento ma che sempre più negli ultimi anni è diventata attrattiva per i giovani: penso alle tantissime associazioni attive nei più svariati contesti a partire da quello sportivo, alpinistico, a quello della cultura e della formazione”  sull’Europa.  “Occorre recuperare le ragioni e l’anima dell’ Europa, dello stare insieme di popoli diversi, anche a partire dai territori, da progettualità che già ci sono e che forse vanno riscoperte. Io credo che già ora a Lecco c’è tanta Europa se penso alle nostre imprese, se penso a tanti progetti europei delle pubbliche amministrazioni, se penso a tanti studenti che completano in paesi europei la loro formazione, alle attività di studenti e ricercatori presso il politecnico e gli altri istituti di ricerca, al comitato gemellaggi nato 40 anni fa in un contesto diverso, di speranze ma anche di frontiere da superare.

Leggi anche:  Statale 36 chiusa in direzione nord

Ecco l’omelia integrale di monsignor Davide Milani