Inclusione lavorativa

Lecco accelera sull’inclusione: più opportunità lavorative per le fasce fragili

Nel 2025, gli inserimenti lavorativi hanno raggiunto 639 unità, segnando un incremento significativo rispetto all’anno precedente.

Lecco accelera sull’inclusione: più opportunità lavorative per le fasce fragili

Il 25 marzo 2026, presso la sede della Provincia di Lecco, è stato presentato un report sul collocamento mirato e sulle politiche per le fasce più vulnerabili. L’incontro ha visto la partecipazione di figure chiave, tra cui il consigliere provinciale delegato Antonio Leonardo Pasquini e la dirigente Cristina Pagano, insieme a rappresentanti del mondo imprenditoriale e della cooperazione sociale.

Un impegno concreto per l’inclusione

Cristina Pagano ha espresso la sua soddisfazione per i risultati ottenuti: «Abbiamo deciso di investire in modo significativo in questo settore, per ampliare le opportunità per chi si trova in difficoltà. Il contributo delle aziende è stato fondamentale, portando una sensibilità all’interno dei loro modelli organizzativi».

Antonio Leonardo Pasquini ha sottolineato l’importanza del fattore umano nelle politiche attuate: «Il merito è degli operatori, ma è fondamentale riconoscere l’aspetto umano. Non è solo un obbligo normativo, ma un modo per restituire dignità e creare percorsi di partecipazione attiva nella vita sociale e lavorativa. Il nostro obiettivo è generare opportunità concrete, non solo numeri».

I dati del report evidenziano un trend positivo: nel 2025, gli inserimenti lavorativi sono stati 639, in aumento rispetto ai 599 del 2024 (+6,68%). Le convenzioni ex articolo 14 hanno visto un incremento notevole (+47,82%), con 111 nuovi inserimenti nelle cooperative sociali. Le convenzioni ex legge 68/99 restano stabili (240), mentre il 65% dei contratti avviati nel 2024 è stato confermato nel 2025 tramite proroghe o trasformazioni a tempo indeterminato.

Si registra un leggero calo degli iscritti annuali al collocamento mirato (815, rispetto agli 859 del 2024), influenzato dall’introduzione della piattaforma regionale SIUL68, che ha reso più rigorosi i criteri di iscrizione. Anche i tirocini extracurriculari sono diminuiti (336 contro 382), ma i percorsi di adozione lavorativa per i soggetti più fragili, pari a 241, continuano a essere fondamentali per accompagnare le persone verso un’occupazione stabile.

Dal punto di vista occupazionale, il territorio lecchese si distingue positivamente rispetto alla media regionale e nazionale, offrendo concrete opportunità di lavoro. Questo contesto ha permesso alla Provincia di rafforzare le politiche attive e i progetti di inclusione, grazie a una collaborazione sempre più stretta con il tessuto produttivo locale.

Tra le esperienze significative, quella dell’azienda Enrico Mandelli spa, operante sui mercati esteri, che ha integrato persone con disabilità nei propri processi. «Questi progetti ci hanno permesso di crescere in modo etico, valorizzando le persone. Il risultato ottenuto è all’altezza di quello del mercato tradizionale e apre nuove prospettive» – ha dichiarato Luca Errico, rappresentante dell’azienda.

Raffaele Pirovano, presidente della cooperativa sociale Paso, ha descritto il modello come “win-win”: «Vogliamo essere riconosciuti non solo come realtà che inseriscono persone con disabilità, ma come partner affidabili per le aziende. I percorsi sono lunghi e richiedono una visione condivisa, ma generano valore sociale ed economico. È un lavoro che cresce nel tempo, alimentato dalla fiducia reciproca».

Attualmente, gli iscritti al collocamento mirato sono 2.698, in aumento rispetto agli anni precedenti. La maggior parte è composta da persone oltre i 46 anni (67%), con un livello di istruzione principalmente relativo alla scuola secondaria di primo grado. Di queste, circa il 71% si dichiara disponibile al lavoro, evidenziando una forte volontà di reinserirsi nel mondo occupazionale.

Sono stati investiti oltre 1,5 milioni di euro per la Dote Impresa 2025, a cui si aggiungono ulteriori finanziamenti regionali e l’uso di avanzo vincolato, per sostenere inserimenti, tirocini e percorsi di accompagnamento. Numerosi progetti sono attivi, tra cui percorsi di orientamento per studenti con disabilità, formazione per le aziende sul disability management e iniziative per costruire un linguaggio condiviso tra istituzioni, imprese e operatori.

Questo sistema articolato non mira solo all’inserimento lavorativo, ma aspira a creare un vero ecosistema inclusivo, capace di mettere in rete competenze, risorse e sensibilità diverse. «Non ci limitiamo ai numeri – ha concluso Pasquini – ma lavoriamo per rendere il nostro territorio un luogo in cui ogni persona possa trovare il proprio spazio e contribuire alla crescita collettiva. È una sfida culturale, prima ancora che occupazionale».