Ogni lecchese spende 1500 euro alle slot, una media allucinante. E’ questo il risultato di una ricerca  dell’Espresso che  traccia un quadro allarmante della situazione gioco  sul nostro territorio.  Non esistono comuni “franchi”, non esistono limitazioni sociali e territoriali. Il “morbo” dell’azzardo si diffonde ormai a macchia d’olio.

Migliaia di euro buttati nelle slot

Nella provincia di Lecco il dato peggiore è quello di Colico, con oltre 3mila euro pro capite giocati alle macchinette. Nel capoluogo, l’ammontare delle giocate nel 2016 è di 72,42 milioni di euro, 1.504 euro giocati pro capite. In città, nello scorso anno, erano attivi 346 apparecchi, 285 videolottery e 61 new slot.

Qualche luce tra tante ombre

La buona notizia è che Lecco ha visto calare il volume di giocate complessive del 53,9%, nonostante sia aumentato il numero di Videolottery del 5,2%.

 

Il commento

“C’è un punto fondamentale da comprendere. L’indagine dell’Espresso riporta i dati di spesa, non quelli di fatturato. È una differenza enorme: bisogna considerare che c’è circa un 70 per cento che fa parte della restituzione in vincite della macchina”. È Giorgio Pastorino, Presidente del Sindacato Totoricevitori Sportivi, a dare una dimensione più realistica alle cifre diffuse in questi giorni sull’attività delle slot in Italia. 2Il dato di spesa è chiaramente più basso: circa 450 euro all’anno pro capite, sulla città di Lecco”.

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A chi vanno le vincite?

Nel 2016 Il 71,6% delle giocate sugli apparecchi AWP è andato alle vincite, il 17,5% allo Stato, il 6% è finito nelle mani dei singoli esercenti, mentre il 4,3% è la ripartizione toccata ai gestori.

Il Giornale di Lecco, in edicola da oggi, sabato 23 dicembre, ha decsio di approfondire il tema con un’ampio reportafe di 2 pagine.