Martedì il fondatore di Eataly ha trascorso un’intera giornata a Lecco, alla scoperta della nostra Terra. Il Giornale di Lecco lo ha seguito, partner dell’iniziativa organizzata da Piaceri d’Italia e Confcommercio.

Verso il futuro

Oscar Farinetti ha incontrato la città. Lo fa fatto snocciolando numeri e statistiche ma anche condividendo la sua passione con giovani studenti ed esperti del settore enogastronomico. Ha lasciato il segno parlando del futuro che ci attende…

«Siamo la più potente biodiversità agroalimentare ed enogastronomica del mondo. Ogni parte d’Italia è caratterizzata da prodotti unici che meritano di essere apprezzati globalmente. Il turismo italiano non deve fermarsi alle grandi mete, come Venezia. Bisogna far viaggiare la provincia. Ma chi possono esserne i grandi promotori se non chi in quei luoghi vi è nato? Il tema sono gli umani: servono lecchesi che prendano coraggio e vadano nel mondo a raccontare il proprio territorio, senza perdersi i sciovinismi. Chi fa il territorio è la sua gente».

Ben più facile a dirsi che a farsi viste le classifiche che piazzano l’Italia all’ultimo posto per ottimismo e felicità. «I sondaggi e le ricerche dimostrano che non abbiamo più fiducia in niente, nemmeno in noi stessi. Ci manca il senso del futuro e per questo nel turismo (e non solo) cresciamo poco». Nonostante possiamo infatti vantare il 70% del patrimonio artistico del mondo, 54 patrimoni dell’Unesco e una rassicurante ricchezza privata, il nostro Bel Paese si ferma al settimo posto  per affluenza di turisti stranieri. A differenza della prima posizione che ci riservano nella loro lista di desideri. Questo semplicemente perché «gli altri sono più bravi». La svolta potrebbero essere proprio i percorsi enogastronomici, su cui sappiamo non avere rivali.

Voci dal territorio

«Dal 2016 il numero di turisti che visitano l’Italia per motivi legati al cibo è raddoppiato – ha illustrato Franco Impellicceri dell’azienda di catering Piaceri d’Italia – Noi facciamo da intermediari tra pezzi di terra e l’ospite: una comunicazione di valori che ha molto da dire anche a Lecco». Ne è sicura Francesca Bonacina, vice sindaco e assessore al Turismo: «La nostra strategia è quella di legarci a Milano rispetto al brand del Lago di Como. Possiamo inoltre vantare un paesaggio molto vario che corrisponde ad altrettanti prodotti. Il nostro lavoro sta nel svelare ciò che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e nel creare rete tra gli enti del territorio». In ciò avrà un ruolo determinante Fabio Dadati, eletto da pochi giorni presidente di Lariofiere: «Il mio compito sarà quello di far emergere l’autenticità del territorio, la sua identità attraverso la narrazione. A questo proposito si inseriscono le esperienze dirette nelle aziende di produzione. Accanto a ciò dobbiamo avere un occhio di riguardo verso sostenibilità e prodotti biologici. Da ristoratore mi accorgo che la sensibilità degli operatori è molto migliorata ma serve ancora impegno nella formazione e nella collaborazione con le scuole». Regione Lombardia dal canto suo, secondo le parole di Alessandro Fermi, presidente del Consiglio regionale, non farà mancare gli investimenti perché risorse ed occasioni non vengano sprecate: «Lecco ha la peculiarità di essere una palestra naturale. Con la sua natura in combinazione alle sue specialità gastronomiche può facilmente imporsi come meta nel turismo del wellness, del benessere psicofisico. Questa città, a differenza di Como con una più sviluppata tradizione alle spalle, ha un margine di crescita straordinario. Bisogna solo crederci».

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Fiducia, patriottismo e coraggio

L’ottimismo è la chiave del successo per un Paese che «quando tocca il fondo sa rimbalzare». E’ la convinzione di Oscar Farinetti tratta da un’attenta osservazione della storia italiana: «Il Rinascimento ci ha insegnato la fiducia, il Risorgimento il patriottismo e il miracolo economico del dopoguerra il coraggio. Questi sono i tre grandi sentimenti alla base del fare turismo. Ritornare a essere i migliori al mondo è facile. D’altronde siamo il Paese più ricco e più bello al mondo e ciò “is not an opinion”».