Lui, Massimo Manara, 48 anni, pescatore in quel di Mandello e sofferente di una particolare forma di Parkinson, ormai lo conoscono tutti grazie al servizio trasmesso due anni  fa da «Le Iene», su Italia Uno. A distanza di due anni la troupe è tornata da lui per dare ancora voce alla lotta di Max contro Parkinson e depressione.

La storia di Manara

Come detto due anni e mezzo fa Matteo Viviani  aveva raccontato la storia delpescatore Max, “l’invincibile”, malato da quando aveva 17 anni di Parkinson. “Ora l’ho trovato solo, separato e caduto in depressione, dopo anche ricaduta postoperatoria – scrive Viviani sul sito della nota trasmissione.  “Due anni e mezzo fa ci aveva  ha raccontato come man mano il corpo non risponde più ai tuoi comandi con la malattia e“più cerchi non tremare, più tremi”. E ora, se possibile, la situazione è ancora peggiore.  Quella di Manara è una storia di sofferenza ma anche di coraggio. L’uomo incurante dei dolori, dopo aver perso il lavoro, se ne era inventato un altro. “Si alzava prima dell’alba e andava a pescare con la sua barchetta sul lago. “La vita va vissuta in ogni caso: mai mollare”, diceva anche se era costretto a camminare meccanico come un robot, riuscendo a dormire al massimo due ore come ci raccontava la moglie”.

L’operazione

Due anni e mezzo fa, a 45 anni, ha affrontato “l’intervento della vita”, al cervello. Una rivoluzione anche grazie alla mobilitazione popolare.  Un’operazione complessa ma a basso rischio.  In pratica sono stati introdotti nel suo cervello piccoli fili collegati a dei pacemaker identici a quelli cardiaci. La corrente elettrica interagisce con questi circuiti e la malattia ne trae un enorme beneficio.  “L’operazione è riuscita: per la prima volta riusciva  a tenere le mani ferme – si legge ancora sul sito e le Iene –  Voi lo avete voluto aiutare ancora di più: con le vostre donazioni gli avete comprato un salparete, per tirare su le reti da pesca senza fare una fatica troppo grane per lui”.

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Lotta di Max contro Parkinson e depressione

Ma nonostante dal punto di vista medico sia inizialmente “filato tutto liscio”, l’imprevisto, fisico e della psiche è purtroppo dietro l’angolo. Max ha infatti raccontato durante il servizio andato in onda ieri  che gli elettrodi che gli hanno impiantato nel cervello hanno fatto infezione. “Per un anno e mezzo gli hanno “spento” gli elettrodi – aggounge ancora Viviani –  ed è tornato all’inferno. Ora li hanno “riaccesi”. “Stavo meglio prima dell’operazione”, racconta”.  Ora la vita è tornata ad essere a tinte fosche. Il pescatore ha infatti raccontato di non riuscire più a lavorare. A ciò si sono aggiunti gravi problemi nella vita privata . “Max l’invincibile è caduto in depressione. Barca, il salparete e la pescheria? Tutto venduto. “Prossima vita”, ha detto amareggiato a Matteo Viviani”.

Una flebile speranza

“Max, a 48 anni, aspetta ormai solo la morte”. Viviani lo  ha riporta sul lago,  in barca lo ha invitato a farsi seguire dagli sepecialisti. Lui, Max ha tentenna in lacrime, ma poi ha accettato  la fida di ripartire: “Dai, ci proviamo”.