Tonino Filippone, assessore a Bulciago e responsabile organizzativo del Partito Democratico Federazione di Lecco, non voterà al Referendum.

Una scelta difficile per Filippone

Tanti i motivi che hanno portato l’assessore, da decenni personaggio attivo della politica del nostro territorio, a prendere questa sofferta decisione. “Non è stata una scelta facile, lo ammetto, sia perché è la prima volta che mi succede sia perché credo fortemente nel federalismo” ha dichiarato.

Un referendum strumentale

Il bulciaghese ci tiene a sottolineare in primo luogo la propria opinione riguardo gli esponenti del Carroccio e la loro proposta referendaria. “L’utilizzo che la Lega ne sta facendo è strumentale, palesemente per fini elettorali, senza ammettere che nulla ha fatto quando Maroni era ministro e la sua parte politica era al governo della Lombardia” si legge in un comunicato redatto dall’assessore.

Un inutile spreco di soldi

Le motivazioni si fanno poi ancora più concrete grazie ad un esempio. “Proprio in questi giorni il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini e il premier Gentiloni hanno firmato una dichiarazione di intenti che formalizza l’avvio del percorso per ottenere forme e condizioni particolari di autonomia. Come dire, si poteva evitare di sprecare 55 milioni di euro. Si poteva magari destinare queste risorse alle fasce più deboli che anche in Lombardia soffrono parecchio” continua Filippone.  L’assessore sottolinea inoltre il proprio rammarico per la presenza di posizioni discordi all’interno del Partito Democratico.